Fiumesanto come in una colonia tedesca

Cisl-Flaei e Uil-Uiltec proclamano lo sciopero contro E.On. L’accusa ai tedeschi: «Non paga dei 60 posti “evaporati” nel 2014 oggi vorrebbe distruggerne almeno altri 60»

 

CentraleFiumeSantoSassari. «Alcuni sardi, pochi ed allocchi, hanno riposto fiducia in E.On, la multinazionale tedesca delle contraddizioni, dei mancati impegni, delle mancate manutenzioni, delle bugie, prenditori del nord Sardegna, con la speranza di realizzare il “sogno indipendentista”». È quanto scrivono in una nota le segreterie regionali di Le Segreterie Regionali di Flaei-Cisl e Uiltec-Uil, che annunciano l’avvio di uno sciopero

«La multinazionale straniera, forte della propria risaputa scaltrezza – proseguono i sindacati –, ha prima imbonito gli individui più facili da attrarre con omaggi e lodi, per poi usarli come testa di ariete utile a scardinare regole, norme e consuetudini non gradite in quanto “italiane ed ancorchè sarde”. A Fiumesanto oggi si sta compiendo l’ennesimo atto di rapina al territorio, dove in barba al “Contratto nazionale di settore elettrico”, E.On, la multinazionale in ritirata, sta sconvolgendo l’organizzazione del lavoro con il solo intento di “tagliare” ancora posti di lavoro, polverizzare aree e linee organizzative presenti in tutte le centrali d’Italia. Non paga dei 60 posti “evaporati” nel 2014, anche se di incentivazione volontaria, oggi vorrebbe distruggerne almeno altri 60, in modo celato e mascherato da “riorganizzazione del lavoro” con il solo e semplice motivo di essere in grado di “pagare al proprietario entrante EPH” un dazio inferiore al momento della chiusura (closing) delle imminenti operazioni di liquidazione inerenti la vendita. Usando quindi lo specchietto “dell’indipendenza”, il teutonico colosso, prima di andare via, oggi facendo carta straccia delle leggi Italiane, dei suoi contratti, dei suoi accordi sindacali, tenta la creazione di una appetitosa “Colonia di Sardi con l’anello al naso” in pieno stile 1800, da consegnare al nuovo arrivato, assicurandogli la possibilità della più grande mano libera utilizzabile nei confronti dei lavoratori e dei cittadini locali».

«Noi già da tempo, sugli organi di informazione e nelle istituzioni sarde ed italiane, continuiamo indomiti ad opporci a questo scellerato disegno oltretutto perpetrato da un imprenditore straniero che fuggendo, dopo aver realizzato lauti guadagni, lascia Fiumesanto senza pagare il conto per i danni irreparabili lasciati. Noi scioperiamo contro E.On e contro tutti coloro che vogliono ghettizzare Fiumesanto per estrapolarla dalla comunità e dalla società e volerne fare “isola nell’isola, riservata e privata”, dove spadroneggiare impunemente».

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