‘Caro Pd, il programma era questo’
Il sindaco di Sassari Nicola Sanna precisa su Facebook che «quanto fatto e detto fino ad ora da me e dalla Giunta comunale è esattamente quanto scritto e letto nelle dichiarazioni programmatiche»

Sassari. Il post è comparso sulla bacheca personale di Facebook intorno a mezzanotte. «La coerenza e la condivisione: per chi volesse verificare che quanto fatto e detto fino ad ora da me e dalla Giunta comunale è esattamente quanto scritto e letto nelle dichiarazioni programmatiche votate dalla maggioranza di centro sinistra il 12 agosto 2014, faccia un click su questo link e resterà stupito!». Nicola Sanna affida ai social network una prima (e molto misurata) replica ai dieci consiglieri del Pd che una decina di giorni fa lo avevano clamorosamente sconfessato, elencando una serie di decisioni prese dalla Giunta – avevano scritto in una nota – «senza alcun confronto serio con la maggioranza», e parlando di «esternazioni ad effetto, senza alcun serio approfondimento e, nella maggior parte dei casi, assolutamente improponibili, se non dannose». Frasi che, ovviamente, avevano sollevato un polverone. Adesso la “punzecchiatura” del sindaco, anticipata in realtà già in Consiglio comunale giovedì mattina, in occasione della mozione presentata dal M5S sulla trascrizione nel registro dello stato civile dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e approvata dal Consiglio comunale. «Io sostenni Bersani alla segreteria del Pd, in una fase in cui l’80 per cento del partito fece lo stesso – ha detto Sanna –. Quell’apertura fatta al M5S subito dopo le elezioni nel 2013 era importante: si riconobbe come ci fossero spinte al cambiamento, ma non andò in porto. Purtroppo ho notato che recentemente il trasformismo ha ripreso spazio. E pochi giorni fa chi era diventato renziano ha votato contro il proprio segretario. Io non votai Renzi, eppure vidi che tanti accorsero poi verso di lui. Quando si dicono in maniera chiara delle cose queste si possono portare avanti. A pagina 24 delle dichiarazioni programmatiche si parlava di residenza studentesca nella Caserma La Marmora: in maniera chiara c’era scritto che avremmo proceduto alla sdemanializzazione della struttura militare. Bisogna essere coerenti con le scelte. Ecco – ha poi proseguito Nicola Sanna rivolgendosi direttamente al gruppo pentastellato sul tema oggetto della discussione –, la vostra è una proposta coerente. Voterò con favore le modifiche che avete accordato». E anche il tema oggetto della mozione rientra nelle linee programmatiche del sindaco.
Ma cosa prevede il testo approvato ieri all’unanimità (si anche dal centrodestra) dal Consiglio comunale e illustrato da Sofia Fiorillo (M5S)? Innanzitutto si «impegna il sindaco a trasmettere al Parlamento la seguente mozione affinché risponda all’invito rivoltogli ormai quattro anni fa dalla Corte costituzionale e approvi subito una disciplina di carattere generale finalizzata a regolare diritti e doveri delle coppie di persone dello stesso sesso e delle famiglie omogenitoriali, riconoscendo loro un diritto fondamentale». Ma la mozione auspica anche «in ragione dei principi di equità civile e sociale, che il sindaco o un suo delegato, nella qualità di ufficiale di stato civile, possa trascrivere gli atti di matrimonio celebrati all’estero da persone dello stesso sesso residenti a Sassari». Sì, come si diceva, oltre che da tutto il centrosinistra, anche dal centrodestra. «Per la prima volta in quest’aula una parte della minoranza porta all’attenzione del Consiglio un tema finora considerato dal Pd, adesso evidentemente impegnato con altri problemi», ha detto Antonello Sassu (Sassari Progetto Comune). Siamo in Europa e questo è uno di quei temi che ci deve rendere orgogliosi di essere europei. Le sensibilità nella società cambiano. E se anche io ho cambiato opinione vi viene da pensare che a Roma ancora non si siano resi conto di un cambiamento nella sensibilità comune. Preannuncio il voto a favore». Per il momento non ci sarà nessuna forzatura. Tutto procederà nel rispetto delle norme e delle istituzioni della Repubblica. Nicola Sanna insomma non farà come i sindaci di Roma e Milano, Marino e Pisapia.







