Asili nido, l’appalto deve essere revocato
«È gravemente sottocosto». I sindacati si rivolgono direttamente al sindaco Nicola Sanna. «È incongruo il calcolo del costo del lavoro col metodo delle frequenze e non delle iscrizioni»

Sassari. La richiesta è chiara e diretta: l’appalto sui servizi 0-3 e gli asili nido bandito dal Comune di Sassari va revocato e rifatto integrando le risorse messe a disposizione. Così i sindacati in una nota stampa. «Facendo seguito alle riunioni con l’osservatorio della Cooperazione presso la DTL di Sassari, con i capi gruppo alla presenza del sindaco e del presidente del Consiglio e in particolare alla riunione tenuta in data odierna presso la sede della Cgil di Sassari tra Legacoop, Confcooperative, Federsolidarietà, Fp-Cgil e Cisl-Fp nella quale abbiamo provveduto a confermare quanto più volte detto e segnalato cioè l’incongruità dell’appalto citato in oggetto, siamo ad informarvi di aver richiesto ufficialmente al Comune di Sassari la revoca dello stesso», scrivono Paolo Dettori (Cgil), Armando Ruzzetto (Cisl), Giovanni Condorelli (Legacoop) e Gavino Soggia (Confcooperative).
«L’appalto citato, come si evince chiaramente dai conteggi ufficiali trasmessi anche al Comune, è gravemente sottocosto sia sul fronte del costo del lavoro sia sugli altri effettivi costi di gestione, quanto appena asserito è confermato da una attenta analisi, che evidenzia dunque l’impossibilità di svolgere regolarmente il servizio rispettando i rapporti numerici educatore/bambino con le risorse messe a disposizione nella base di gara. È importante sottolineare che tutte le associazioni firmatarie della presente confermano tali conteggi e sostengono che per poter gestire i nidi in modo economicamente sostenibile siano necessari gravi tagli ai posti di lavoro senza comunque sciogliere le forti perplessità sul rispetto della normativa regionale che prevede un rapporto educatore/bambino ben preciso. Inoltre appare incongruo e contrario alla normativa vigente in tema di appalti di servizi aver previsto l’obbligo, per chi partecipa in ati o consorzio, di eseguire il lavoro solo “pro quota”, prevedendo la normativa anche la possibilità di formare società strumento. Attualmente appare non conforme, oltre che incongruo, il calcolo del costo del lavoro col metodo delle frequenze e non delle iscrizioni, generando lo stesso con certezze fenomeni illegittimi sotto il profilo giuslavoristico quali lavoro intermittente e contratti a chiamata».
«Stante le considerazioni qui sinteticamente riportate e rimanendo a disposizione per ogni immediato proficuo chiarimento – concludono Dettori, Ruzzetto, Condorelli e Soggia – si ribadisce la richiesta fatta alla stazione appaltante di: revoca dell’appalto; integrazione delle risorse per rendere sostenibile l’appalto; indizione nuova gara».




