Anche per Sassari il turismo può essere una risorsa

Ma per essere presenti a livello internazionale occorre puntare su un marketing più efficace. La tassa di soggiorno utile a finanziare tutto questo

 

CavalcataSarda2013Sassari. «La nostra città non ha niente da invidiare ad altre località, più conosciute e che da tempo fanno un marketing turistico più efficace». È quanto ha rimarcato martedì mattina a Palazzo Ducale in occasione della presentazione del programma della Cavalcata Sarda (nelle prossime ore sarà online il resoconto della conferenza stampa) il sindaco di Sassari Nicola Sanna, che insieme all’assessora al Turismo ed alla Cultura Monica Spanedda ha anticipato i progetti dell’Amministrazione comunale relativamente alla comunicazione di eventi e manifestazioni che sono organizzate in città. L’obiettivo è rendere Sassari una vera città turistica, che possa attrarre flussi nazionali ed internazionali. Per fare questo occorre – è scontato – investire in attività promozionali. Sul piano della programmazione le idee sono chiare: per esempio, il Maggio sassarese, calendario di eventi tra i quali c’è la Cavalcata Sarda, si aggancia all’altro evento, il più importante per i sassaresi, la Faradda, accompagnato dalle feste dei Gremi che nelle prossime settimane richiameranno l’attenzione (in aprile c’è stata la festa maggiore degli Ortolani e in maggio sono già state rinnovate quelle dei Massai e dei Falegnami). «Vogliamo dare la rappresentazione concreta che si può fare turismo nella città di Sassari sin dalla primavera e fino a tutta l’estate. Il nostro obiettivo sarà adesso trovare risorse sufficienti per promuovere il nostro territorio soprattutto con quelle località che sono già collegate», spiega Nicola Sanna. A cominciare dai voli low cost. In realtà, secondo le analisi di settore, il dato che emerge è che sono di più i sardi che utilizzano questa tipologia di voli per andare in Europa che i turisti ad arrivare in Sardegna. Serve allora una efficace campagna di marketing turistico. E per fare tutto questo servono finanziamenti. Come recuperarli?

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L’assessora Monica Spanedda e il sindaco Nicola Sanna

La soluzione ci sarebbe. «Stiamo facendo una valutazione con albergatori ed operatori turistici», dice il primo cittadino. In poche parole, per trovare fondi si potrebbe ricorrere all’introduzione di una tassa di soggiorno. Secondo le prime stime si raggiungerebbe una raccolta intorno a 120 mila euro. «Occorre definire un nostro catalogo che comprenda eventi molto identitari come Cavalcata e Candelieri, che possano essere conosciuti o proposti tramite asset della comunicazione come fiere o altri incontri rivolti ad operatori specializzati. Stiamo condividendo il progetto e domani abbiamo in calendario un altro incontro», continua Nicola Sanna. La tassa di soggiorno non la pagheranno i sassaresi. Una sorta di riequilibrio economico, visto che i sardi che vanno nella Penisola, per esempio a Firenze, la pagano (in Sardegna la tassa di soggiorno è applicata ad Alghero).

Cavalcata2014foto11L’Amministrazione comunale punterà a fare conoscere meglio e promuovere eventi identitari o siti che caratterizzano il territorio. Sassari, nel suo agro, ha un esempio, unico in Europa, di ziqqurat come Monte d’Accoddi. Ma quanto pagherebbero i turisti in albergo a Sassari? Intorno a due euro a giornata, sicuramente non più di tre euro, questa una cifra indicativa ma comunque sostenibile.

La Sardegna ha del resto un problema: promuovere meglio le sue bellezze naturalistiche e le sue opportunità turistiche. La concorrenza è spietata. E sui media internazionali alla fine vince chi prende gli spazi migliori.

Il ragionamento sulla tassa di soggiorno è solo un tassello di un programma più vasto. «Stiamo completando un sito web dedicato allo sviluppo turistico e a breve lo lanceremo. Lo stiamo concependo come una sorta di centro commerciale, in cui si può trovare tutto ciò che Sassari offre», precisa l’assessora Monica Spanedda. «Cosa abbiamo detto al tavolo dell’altro giorno con gli operatori turistici e commerciali? Abbiamo esigenze di promozione della città, ma a disposizione c’è appena un euro. Abbiamo bisogno di risorse e trovandole e impiegandole ci sarà un riscontro positivo per tutti in città. Se si condivide un obiettivo occorre però condividere una strategia. L’alternativa che abbiamo è allora chiedere un contributo». Questo insomma il ragionamento fatto e che ha trovato grande interesse tra gli operatori del settore, in particolore coloro che offrono un servizio di pernottamento. Con questi il dialogo è aperto.

Un progetto in fieri insomma, per il momento tutto da definire. Chiaro l’obiettivo: “vendere” meglio Sassari.

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