Alessandra Todde a Sassari: «Costruiamo il centrosinistra dei prossimi venti anni»
Partecipatissimo incontro al Teatro Verdi della candidata alla presidenza della Regione. «C'è ancora spazio per ricucire con Soru»

Sassari. «Il lavoro che ha fatto la coalizione è stato lungo e profondo. Mettere insieme tante forze, ciascuna con le proprie istanze e la propria dignità, è stato un impegno titanico. E quando mi è stato chiesto di fare sintesi e rappresentare tutti ho accettato con orgoglio, perché sapevo che stavamo partendo per un percorso nuovo, che non era un’avventura elettorale ma un’offerta alternativa di centrosinistra per i prossimi venti anni. Di questo stiamo parlando. E non è vero che siamo disuniti o diversi. Noi siamo il centrosinistra che vincerà le elezioni». Venerdì sera Alessandra Todde, candidata presidente della Regione Sardegna del “campo largo” di centrosinistra (che comprende anche il M5s), ha aperto con queste parole l’incontro pubblico al Teatro Verdi di Sassari, ventesima tappa (o giù di lì) di un tour per la Sardegna programmato in 60 iniziative.

Un evento partecipatissimo (nessun posto libero e spazi in piedi altrettanto occupati) con militanti, simpatizzanti e sostenitori, ma anche i dirigenti e i rappresentanti regionali degli 11, tra partiti e movimenti (Pd, M5s, Alleanza Rossoverde Sardegna, Orizzonte Comune, Psi con Sardi in Europa, Fortza Paris, Demos con Sardegna 2050, Sinistra Futura, lista civica con Alessandra Todde Presidente, A Innantis, La Base), che compongono la coalizione. In prima fila i vertici del Pd sardo (il segretario Piero Comandini, il presidente Giuseppe Meloni, il capogruppo dem in Consiglio regionale Gianfranco Ganau), la consigliera regionale del M5s Desirè Manca, e poi tutti gli altri, che in conclusione di incontro sono saliti sul palcoscenico del teatro, per primo il senatore Ettore Licheri che ha subito abbracciato la candidata presidente.
Dopo una prima parte nella quale sono stati elencati i tanti problemi che devastano la Sardegna, in particolare la sanità, con il diritto alla salute ancora negato ai sardi, e il lavoro che manca, insieme alle tante vertenze sindacali rimaste senza risposta negli ultimi anni, Alessandra Todde ha presentato alcuni punti del programma del centrosinistra.
«Riprendiamoci la speranza, come dice Papa Francesco – ha detto subito Alessandra Todde, rivolgendosi così anche alle varie sensibilità (in questo caso agli elettori di estrazione cattolica) presenti nella coalizione –. Noi sardi in questi anni ci siamo fatti prendere dall’indolenza. Soprattutto per colpa della Giunta regionale. Da viceministra ho visto tavoli dedicati a importanti vertenze industriali senza la presenza dell’assessore. Chiedo: un’isola che non programma cosa è? La prima parola della nostra idea di Sardegna è allora una parola semplice: programmazione. Ci vogliono progetti e ci vuole una prospettiva unitaria, per evitare che tutto venga sprecato in mille rivoli. Questo cambierà subito».
E poi i singoli temi. «Sulla salute partiamo da un presupposto: la sanità deve rimanere pubblica». Parole sottolineate da un applauso fragoroso del teatro. «La prima risposta sarà ricostruire la sanità territoriale. Ci servono i distretti e le case della salute. Occorre intervenire seriamente sulle liste di attesa e poi agire sulla sanità ospedaliera. Non tutti i presidi possono essere uguali Ma ci devono essere gli ospedali territoriali. Che ci permetteranno di agire sulla prevenzione, che in Sardegna è sconosciuta. Iniziamo a istituire il registro dei tumori (altro grande applauso, ndc). Non possiamo tollerare di non conoscere l’incidenza dei tumori nei vari territori. E non faremo nessuna riforma sanitaria: cominceremo a far funzionare le cose che abbiamo. Mancano, per esempio, 500 medici di base». Importante allora una parola: prossimità. «Un’isola che non permette neanche di far nascere i bambini, come avviene a Orosei, dove sono state nei giorni scorsi, che isola è? Investiamo sulla sanità infantile, i nostri figli non sono un costo». I piccoli centri si spopolano sempre più. «È importante garantire una buona istruzione e i servizi. Queste sono le priorità».
E il lavoro. «Dobbiamo convincerci che i poli industriali sono un retaggio del passato. Sull’occupazione in generale teniamo presente che la Sardegna non è tutta uguale, centralizzare non va bene. Serve allora una agenzia regionale, che gestisca anche gli aspetti fiscali, perché i costi sono diversi». Nel pomeriggio sempre di ieri Alessandra Todde ha incontro nella sede della Camera di Commercio in via Roma enti, sindacati e organizzazioni delle imprese che compongono il Tips. «Abbracceremo il documento del Tavolo sui problemi del nord ovest, ci confronteremo, avremo una cabina di regia. Ciò che funziona, lo voglio però ribadire, è costituito dai piccoli passi». Lavoro che può arrivare anche dal mondo della cultura. «Con questa Giunta regionale il bugdet del settore è di appena 30 milioni di euro in un anno. Molti di noi sono quasi narcotizzati e non colgono l’importanza di una strategia nel mondo della cultura, che va trasformata in filiera, con la creazione di posti di lavoro. E purtroppo siamo i primi a non conoscere la nostra cultura, che è stata messa al servizio del turismo». Inaccettabile. Come non è accettabile una gestione degli enti locali che vede una Regione accentrata su Cagliari. «Abbiamo la necessità di gestire il territorio. Con il Pnnr le varie amministrazioni prendono ciò che viene pur di ottenere i finanziamenti. Questa non è programmazione. Serve un ufficio di piano».
Tra gli altri temi quello dei trasporti, in particolare la continuità aerea. «Sentirsi ostaggi a casa propria è una situazione insopportabile. Io stessa diverse volte non ho potuto prendere l’areo per andare a Roma per votare a Montecitorio perché il volo era pieno. Dobbiamo dotarci di un modello diverso. Si vuole invece insistere sulla tariffa unica. È chiaro che la Ue poi ci boccia tutto. Abbiamo pensato a un modello misto. Perché mi devo sedere a un tavolo con società aeroportuali e compagnie aeree, con una programmazione di 5-7 anni non di sei mesi».
L’ultimo passaggio è tutto sui contenuti politici. Prima la situazione del M5s a Sassari, dove dal 2020 fa parte di una maggioranza civica non di sinistra. «Nel 2022 il Movimento ha fatto una scelta chiara, cristallina, con uno statuto e una carta dei principi e dei valori che dice che noi siamo nel campo progressista – ha spiegato Alessandra Todde –. E non si può stare nel campo progressista con ambiguità. Quindi abbiamo chiesto ai nostri consiglieri comunali di risolvere questo rapporto. Non condanno le scelte personali. Abbiamo però il dovere di dire che noi siamo altro e che il M5s è orgoglioso di fare parte di questa coalizione di centrosinistra e di rappresentarla». E Soru. «Credo ci sia sempre spazio per una ricucitura e che il dialogo sia fondamentale. Alla fine se ci concentriamo sulle cose che uniscono invece che concentrarci sulla cose che dividono forse una strada si troverà. E io comunque sino all’ultimo secondo ci proverò».
L’evento è stato coordinato dal giornalista Adriano Porqueddu, con gli intermezzi comici di Michele Manca e il momento musicale iniziale di Beppe Dettori, che ha cantato una suggestiva versione personale di Procurade ‘e moderare.
Luca Foddai








