A Sassari nasce la Scuola civica di musica

Al via le lezioni, per adesso, di pianoforte – tastiere elettroniche, chitarra classica ed elettrica, batteria, teoria e solfeggio, propedeutica musicale

Sassari. Ancora pochi giorni di attesa e anche a Sassari partiranno i corsi della Scuola civica di musica, appena istituita dall’Amministrazione comunale. Sono già pervenute 177 preiscrizioni, che in questi giorni saranno perfezionate: si tratta ora di confermare 43 alunni al corso di propedeutica musicale (per bambine e bambini fino agli 8 anni), 90 al corso di base-amatoriale, 28 allievi al corso avanzato e 16 al corso di perfezionamento. Il più giovane futuro musicista ha soltanto tre anni, i corsi sono aperti a tutti, dai più piccoli agli anziani. Per il momento, sono a disposizione tre tastiere elettroniche, due batterie, cinque chitarre, oltre a tamburelli, triangoli e altri piccoli strumenti. Le lezioni partiranno a breve, entro la fine dell’anno, per le classi di pianoforte – tastiere elettroniche, di chitarra classica ed elettrica, di batteria, di teoria e solfeggio e di propedeutica musicale. Si concluderanno il 30 giugno, per 25 settimane di lezione.

Venerdì mattina la nuova Scuola civica è stata presentata alla stampa dal sindaco Nanni Campus, che ha anche tagliato simbolicamente il nastro, dell’assessora alle Politiche educative Laura Useri, di quella al Patrimonio Rosanna Arru, del direttore artistico e didattico Antonio Mura e del direttore del Conservatorio “Luigi Canepa” Mariano Meloni. L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è dare a chiunque lo desideri la possibilità di avvicinarsi alla musica e coltivare questa passione.

Non si sta aprendo un’istituzione autoreferenziale, tanto che sono già in itinere collaborazioni con altri istituti del territorio, come le scuole primarie, il Liceo musicale “Azuni”, il Conservatorio musicale, bande, cori polifonici e folk. «L’obiettivo – ha rimarcato il sindaco Campus – è fare corpo con le altre istituzioni cittadine. Ne avrà vantaggio non solo Sassari ma tutta la Sardegna».

La sede, cinque aule, più direzione e sala conferenze, nel Palazzo Tomè in piazza Azuni, non è stata scelta a caso. Si punta ancora una volta a inserire nel contesto da rivitalizzare del centro storico un’istituzione che possa essere un richiamo per tutta la città. Un momento importante quindi, come ha detto l’assessora Useri. Del resto, la struttura sarà così finalmente convertita in spazi per la collettività. Il Palazzo Tomé in questi anni è stato riaperto solo in occasione di Monumenti Aperti e si punta a recuperarlo interamente, ha spiegato l’assessora Arru, che sin dall’inizio del mandato, quando ricopriva la delega alla Cultura, insieme al collega di Giunta Antonello Sassu, ha sostenuto l’avvio della Scuola civica, della cui istituzione si discuteva ormai da otto anni. Intanto il Comune non sarà solo nel budget: dalla Regione arriveranno poco più di 48mila euro.

«Da sassarese mi sono sempre chiesto perché non avevamo una Scuola civica di musica, come ce l’hanno Cagliari, Nuoro e Oristano – ha ricordato il maestro Meloni –. La Scuola avrà delle ricadute positive sul territorio e completa l’offerta culturale della città. Le potenzialità sono enormi».

Intanto, chi ha fatto la preiscrizione in questi giorni sarà contattato dalla segreteria della scuola, per un colloquio informativo con il direttore artistico e la formalizzazione della iscrizione. In un secondo momento saranno riaperte le iscrizioni. La tassa di iscrizione è di 30 euro per i corsi di propedeutica e 50 per tutti gli altri. La tariffa mensile sarà di 50 euro per il corso di perfezionamento, 30 per quello avanzato e 15 per la propedeutica. Sono inoltre previste varie agevolazioni: riduzione del 20 per cento in caso di allievi appartenenti allo stesso nucleo familiare, da applicarsi dal secondo iscritto e riduzione del 50 per cento per allievi con Isee inferiore a 10mila euro ed esenzione dal pagamento per altri casi.

«In Sardegna tutti avevano una scuola civica di musica, mancava solo Sassari – ha detto al termine degli interventi il direttore Antonio Mura, docente di tromba al Conservatorio sassarese e apprezzato didatta –. È importante anche la collocazione qua al centro storico. Attraverso la musica si può favorire l’integrazione e questo aspetto è importantissimo». Le premesse sono molto buone, con 177 preiscrizioni. «Teniamo presente che altre scuole civiche, che esistono già da dieci anni, hanno solo centro iscritti. Chiunque può iscriversi, anche i settantenni. Pensiamo ai tanti anziani che sono soli. E poi i più giovani, che ancora non sanno quale strumento scegliere». La scuola civica può essere utile anche per tutti coloro che nei loro istituti non hanno un indirizzo musicale, come in tante elementari e medie.

L.F.

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