Palazzo Ducale, presentato il Piano Particolareggiato del centro storico
L’assessore Carbini: «Si realizza un attento riordino». Lunedì il dibattito in Commissione Urbanistica. Poi la pratica sarà discussa in Consiglio comunale
Sassari. Dopo il Regolamento edilizio e il Piano di Utilizzo dei litorali, ecco il Piano Particolareggiato del centro storico, altro strumento di attuazione del Puc, il Piano Urbanistico comunale. Giovedì scorso la Commissione Urbanistica di Palazzo Ducale, presieduta da Marco Manca, ha ascoltato l’illustrazione del nuovo e importante documento. Sono intervenuti l’assessore alla Pianificazione territoriale e urbanistica Gianni Carbini, il dirigente del Settore Urbanistica Claudio Castagna e i due funzionari, l’architetto Roberta Omoboni e Sebastiano Frau. Lunedì i lavori della Commissione proseguiranno con il dibattito.
L’obiettivo è la valorizzazione del centro storico, ma anche il suo recupero anche da un punto di vista immobiliare. Il nuovo Piano Particolareggiato è il risultato di un lavoro di armonizzazione e riordino dei vecchi piani particolareggiati adottati e approvati prima del Puc (erano in tutto 12) e adesso ridotti a nove comparti. Sono stati mappati 3600 edifici, con la predisposizione di studi di dettaglio per singolo immobile. Ogni scheda prescrive il livello massimo di intervento, che può variare dalla manutenzione ordinaria fino alla demolizione (si passa da 90 edifici per i quali era finora contemplata la demolizione a 246). A seconda delle situazioni potrà insomma essere adottato un intervento che trova dei limiti massimi: un esempio, i proprietari di un immobile non di pregio o non vincolato potrebbero teoricamente abbatterlo e ricostruirlo, se la scheda di riferimento lo consente; ma potrebbero anche limitarsi ad una ristrutturazione. Le diverse tipologie di intervento sono indicate anche in una mappa totale facendo ricorso a differenti colori: manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro conservativo, restauro, ristrutturazione conservativa. Importanti le novità sono anche la sopraelevazione, l’ampliamento, la nuova costruzione o la sola demolizione.
«Il Piano – ha detto l’assessore Gianni Carbini – ha portato un attento riordino e dai singoli piani previsti per i vari comparti del centro storico, attraverso una loro omogeneizzazione, ha consentito la formulazione di un unico Piano Particolareggiato della “città murata”».
Il documento, dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale, dovrà passare al vaglio dell’Ufficio Tutela del paesaggio. Già avviata invece l’interlocuzione con la Soprintendenza, per gli edifici storici sottoposti a tutela. Tra le nuove tipologie di intervento c’è la “ristrutturazione di tipo conservativo”. Si dà così la possibilità di rivedere alcuni elementi dell’immobile – ha spiegato il dirigente Claudio Castagna – mantenendo però immutati alcuni elementi strutturali qualificanti e introducendo possibili integrazioni funzionali o strutturali (per esempio, un ascensore), senza incrementi di superficie, di volume e variazioni della sagoma storicamente esistente. Tra questi elementi qualificanti vengono previsti i vani scala che hanno caratteristiche di bellezza architettonica e decoro, che non possono essere cambiati (ma per quelli senza pregio si dà la priorità all’accessibilità).
Nelle zone di Sant’Apollinare e San Donato vengono previsti gli interventi più significativi di demolizione e ricostruzione. Sono invece circa 26mila i metri cubi di volumi in aumento.
Interessante anche la possibilità di creare, per ciascun comparto, un progetto pilota che prevede il coinvolgimento del privato, del pubblico, del privato e del pubblico insieme per la realizzazione di servizi per la collettività. Il Piano, rimanendo in questo contesto, prevede inoltre un progetto di sviluppo urbanistico con la possibilità di creare degli edifici di residenzialità pubblica: il privato, cioè, potrebbe cedere una parte dell’edificio a questo scopo, ottenendo in cambio una premialità nei volumi.
Prevista poi la possibilità di dividere in due gli appartamenti e realizzare garage – prima non era possibile – al piano terra seguendo un determinato percorso.
Sono riproposti i parcheggi interrati in piazza Mazzotti e in piazza Università. Il piano prevede infine ipotesi di sviluppo urbanistico. Tra queste il riordino di piazza Colonna Mariana, con la possibilità di creare spazi verdi e collettivi con percorsi di riscoperta archeologica (verso via dei Corsi, nella parte abbattuta con lo “sventramento” degli anni ’40) e dell’area della scuola di San Donato (la palestra, una scatola anonima costruita negli anni ’70 nel cortile della scuola, potrà diventare ipogeica, ovvero interrata, liberando così lo spazio superiore), e interventi a Sant’Apollinare e in corso Trinità. Qui è confermato il grande parco urbano della valle del Rosello: le case che si affacciano sulla valle potranno essere ristrutturate, con la previsione anche di realizzazione di strutture a servizio degli orti urbani.








