Progetto Federal Building per l’ex carcere di San Sebastiano
A Sassari il direttore generale dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi. Con un finanziamento statale di 12 milioni nascerà la cittadella giudiziaria
Sassari. Era il luglio del 2013 quando il vecchio carcere di San Sebastiano chiuse definitivamente i battenti. Da allora è vuoto. Che farne? Sul destino della struttura si discute da decenni a Sassari. Ma il dibattito era rimasto sempre solo sulla carta fino al definitivo trasloco dei detenuti a Bancali. Le condizioni della struttura erano ultimamente ormai al limite della tollerabilità. Nel marzo del 2014 una prima apertura al pubblico in occasione delle Giornate Fai di Primavera aveva fatto capire ai sassaresi l’importanza del luogo, da recuperare alla fruizione della città. Subito dopo, il 15 maggio, si era riunito a Palazzo Ducale, in quelle settimane guidato dal commissario straordinario del Comune Guido Sechi, il Tavolo interistituzionale, che con un apposito protocollo aveva approvato l’idea progettuale e il piano di prefattibilità del progetto di ristrutturazione, riqualificazione e razionalizzazione, su input del presidente del Tribunale Pietro Fanile. L’obiettivo era la realizzazione di una cittadella giudiziaria. Un passaggio poi ripreso dalla Giunta di Nicola Sanna immediatamente all’indomani delle elezioni amministrative di quell’anno: in luglio, a poche settimane dall’insediamento, era stata approvata una delibera che confermava la destinazione a cittadella giudiziaria. Un percorso andato avanti con interlocuzioni e contatti ai massimi livelli. Fino alla definitiva formalizzazione dello scorso 15 febbraio, quando l’Agenzia del Demanio confermò il finanziamento di 11 milioni e 640 mila euro.
Il futuro della vecchia struttura è quindi deciso ed è stato illustrato questa mattina dal direttore generale dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, a Sassari per un sopralluogo. Accolto dal sindaco Nicola Sanna e dalla direttrice del carcere di Bancali Patrizia Incollu, Reggi ha visto lo stato dell’antico istituto di pena. Erano presenti inoltre il deputato Giovanna Sanna, Guido Sechi, oggi amministratore straordinario della Provincia, magistrati, amministratori comunali e rappresentanti delle forze dell’ordine e della professione forense. Prende così il via (costo 245 mila euro) la fase propedeutica all’attività di riqualificazione e valorizzazione dell’ex carcere di San Sebastiano che consentirà di realizzare uno dei due “federal building” previsti in Sardegna (l’altro sarà nell’ex Centro Aeronautico Militare di Cagliari). Entro il mese è previsto infatti l’affidamento delle attività di vulnerabilità sismica, di rilievo architettonico e caratterizzazione del terreno necessari per le successive operazioni di bonifica e riqualificazione dell’ex carcere di 18.000 mq situato nel centro della città. Il finanziamento statale è di poco meno di 12 milioni di euro (nell’ambito dei Piani degli Investimenti Immobiliari per il triennio 2016-2018 capitolo 7754). L’isolato ospiterà le sedi di tutti gli uffici giudiziari di Sassari: Corte D’appello, Giudice di Pace, Procura della Repubblica, Procura generale e Tribunale di Sorveglianza. Questo comporterà un risparmio sui canoni di locazione di oltre 1,7 milioni di euro l’anno.
«Temevamo che il progetto finisse in quanche cassetto polveroso. Invece l’Agenzia del Demanio lo ha preso a cuore», ha ricordato il presidente del Tribunale, Pietro Fanile. «L’accorpamento degli uffici è un valore aggiunto, consente un risparmio di tempo per magistrati, avvocati e personale amministrativo perché tutto è vicino, a disposizione. A Cagliari abbiamo preferito restare stretti e non distribuire in sedi differenti i vari uffici», ha detto la presidente della Corte d’Appello della Sardegna, Grazia Corradini, che ha aggiunto di essere rimasta «anche stupita per la bellezza del progetto. Consentirà di lavorare in spazi idonei».
«La struttura è fondamentalmente sana, non ci sono problemi di staticità», ha spiegato il sindaco Nicola Sanna. «In questi anni abbiamo tenacemente presidiato la situazione del carcere – ha proseguito – per rispondere alla richiesta della città di destinare a nuova funzione una struttura così importante ed evitare che cada in abbandono. Un vero e proprio gioco di squadra tra le istituzioni ha permesso di individuare le potenzialità di questo sito e ottenere il primo finanziamento, al quale speriamo di aggiungere in futuro una ulteriore dote finanziaria».
«La straordinaria operazione di riqualificazione urbana che porteremo avanti qui a Sassari – ha evidenziato il direttore Roberto Reggi al termine del sopralluogo – permetterà di raggiungere un duplice obiettivo: da un lato, infatti, potremo realizzare una spending review; dall’altro daremo ai cittadini un servizio pubblico migliore. L’operazione coinvolge quattro ministeri: Giustizia, Infrastrutture, Beni Culturali ed Economia con l’Agenzia del Demanio». Tracciato anche il cronoprogramma. Al termine della prima fase di analisi, partirà nel 2017 lo studio di fattibilità finalizzato alla realizzazione della cittadella giudiziaria. Subito dopo ci sarà la progettazione, che sarà portata avanti dell’Agenzia del Demanio e dal Provveditorato alle Opere pubbliche e che apporterà importanti benefici per l’economia della città di Sassari. Nella seconda metà del 2017 sarà definito il bando con l’affidamento della gara. Poi nel 2018 l’avvio dei lavori, la cui conclusione, prevista nel 2020, gioverà al decoro architettonico urbano e consentirà di sviluppare le potenzialità di un bene pubblico dal notevole valore culturale, rendendolo più funzionale alle esigenze dei cittadini. Sarà realizzata, inoltre, in un’ala dell’ex carcere un Museo della Memoria dedicato ai 150 anni della durissima vita dei detenuti.
L’ex carcere di San Sebastiano prende il nome da un’antica chiesetta che si trovava nell’area oggi occupata dal Museo Sanna. Nel 1857 fu inaugurata la struttura penitenziaria, allora ai margini della città, poi inglobata nel centro cittadino. Comprende quattro piani fuori terra, per una superficie coperta di 4700 mq, scoperta 8921 mq e un totale lordo di 18 mila mq, con un valore di 7 milioni e 807.692 euro. Il 7 luglio del 2013 il trasferimento dei detenuti nel nuovo penitenziario di Bancali.






















