Sassari Bella Dentro: ‘Non condividiamo la lettera dei 10 consiglieri del Pd’
«Siamo convinti che alla fine il senso di responsabilità prevarrà. A meno che gli obbiettivi che si vogliono perseguire siano davvero altri: far cadere il sindaco»
Sassari. «Prendiamo atto con stupore della lettera aperta dei dieci consiglieri comunali del Pd al sindaco Nicola Sanna, un lettera della quale non condividiamo né il contenuto né il metodo». Così “Sassari Bella Dentro” (la lista alle elezioni del 25 maggio portò in Consiglio tre eletti, Arcadu, Boiano e Ghi, e in Giunta due assessori, Alessio Marras e Grazia Manca), che con un nota inviata dal presidente dell’associazione Tore Boeddu replica al documento di mercoledì scorso nel quale i dieci consiglieri democratici criticavano l’azione di governo del sindaco Sanna.
«Le questioni sollevate meritano un approfondimento, ma soprattutto un confronto differente avrebbe dovuto coinvolgere su questi temi la coalizione, che tutta insieme ha contribuito al risultato delle amministrative della città di Sassari. Altrimenti verrebbe facile pensare che queste argomentazioni siano solo un pretesto per rivendicazioni interne al partito di maggioranza: il rimpasto della giunta. Questo metodo non ci piace perché non rispetta la volontà dei cittadini che ci hanno votato perché dessimo un segno di cambiamento rispetto alle vecchie logiche della politica. Non siamo d’accordo sul merito perché le argomentazioni portate sono deboli e perfino pretestuose: il presunto ritardo dell’adozione del Puc, dimenticando che le commissioni si sono insediate solo a settembre e che per un mese lo stesso Pd ha messo in dubbio che si dovesse approvare in Consiglio Comunale. Le critiche feroci alla Ztl, una sperimentazione di soli tre mesi, quando la precedente è durata 3 anni e tutti in campagna elettorale abbiamo affermato e sottoscritto che andava rivisitata. L’obiettivo di attrarre in pedoni in centro e puntare alle isole pedonali, lo condividiamo ancora? Per non parlare delle obiezioni all’ipotesi di aprire la casa dello studente alla Caserma La Marmora, tutti in campagna elettorale abbiamo affermato e sottoscritto nel programma, che riportare gli studenti al centro fosse una scelta strategica per il rilancio del centro storico. Se il Pd non è più d’accordo vorremmo saperlo, conoscerne le ragioni, gli interessi generali che intende salvaguardare, e insieme a noi lo vorrebbero sapere anche i cittadini che ci hanno votato. Ci dichiariamo quindi disponibili a conoscere le eventuali proposte alternative del Pd, ma non da un comunicato stampa, ma nei luoghi e nelle sedi deputate come avevamo iniziato a fare dalla fine dell’estate sui grandi temi che affliggono la nostra Città e il nostro territorio: dalla crisi complessiva dell’apparato produttivo, alle nuove povertà, dallo spopolamento del centro storico alla disoccupazione e alla dispersione scolastica. Abbiamo bisogno perché la Città cresca e migliori, di condividere obiettivi strategici che coinvolgano l’intero territorio del nord Sardegna e perché Sassari possa rivendicare il ruolo di guida».
«Ribadiamo, non condividiamo nel merito ed nel metodo la nota cosi come l’ultimatum posto al sindaco. Ci aspettiamo che il Pd, soprattutto ora che ha eletto i suoi organismi dirigenti, dimostri di essere il partito del sindaco che governa la città di Sassari, svolgendo il suo ruolo di partito di maggioranza della coalizione, affrontando con responsabilità ed equilibrio, i nodi interni non risolti, nell’interesse generale dei cittadini. Con i tagli alle risorse annunciati dal Governo e dalla Regione, con la crisi sempre più forte, la città ha necessità di una Amministrazione coesa e fortemente impegnata nelle emergenze. Abbiamo vinto le elezioni con un grande consenso basato sul programma del Sindaco Nicola Sanna, abbiamo votato un programma di mandato che non dimentichiamo che tutti siamo impegnati a contribuire a realizzare. Siamo convinti che alla fine il senso di responsabilità dei dieci consiglieri prevarrà a meno che gli obbiettivi che si vogliono perseguire siano davvero altri: far cadere il sindaco».






