Dinamo, così non va
La sconcertante prova dei sassaresi contro Brindisi, fa suonare il campanello d’allarme

Quando gli indizi si accumulano, inevitabilmente i primi campanelli d’allarme iniziano a suonare. E’ un po’ ciò che sta accadendo in queste ore in casa Dinamo Banco di Sardegna, all’indomani della sconcertante prova, culminata con una sonora e strameritata sconfitta, fornita ieri sera al PalaSerradimigni contro l’Enel Brindisi. Siamo solo alla terza giornata, questo è vero e anche lo scorso anno i più attenti ricorderanno che l’inizio della stagione non fu brillantissimo, in particolare per giocatori come Dyson (fischiato sonoramente da una parte del pubblico) e lo stesso Lawal, diventati poi autentici protagonisti della cavalcata vincente, nonchè beniamini dei tifosi. E’ però evidente che, al di la di un buon precampionato che aveva lasciato impressioni decisamente positive, nel momento in cui si è iniziato a fare sul serio, la Dinamo sostanzialmente ha azzeccato una partita e mezzo, quella vinta una settimana fa al Pianella di Cantù e quella di giovedì scorso in Turchia. In supercoppa infatti, ha perso con Reggio Emilia, alla prima di Campionato ha vinto fra le mura amiche solo dopo un supplementare soffrendo dannatamente contro una squadra discreta ma nulla più come la Vanoli Cremona. In Euroleague ha gettato alle ortiche con una gestione scellerata del finale, una partita già vinta e ieri ha toccato il fondo, facendosi demolire da un’organizzata Enel Brindisi, che ha ringraziato e si è presa ciò che la Dinamo le ha concesso. E non inganni il terzo quarto stellare dei sassaresi, capaci di ricucire ben 24 punti di svantaggio. Il recupero è avvenuto con una fiammata di Haynes che ha infilato 5 triple consecutive, coadiuvato da Stipcevic e dallo stesso Logan. Triple prese in alcuni casi anche forzando che un po per bravura, un po per fortuna sono andate a bersaglio. Fiammate dei singoli che, in quanto fiammate, si sono poi esaurite, mentre dalla parte opposta l’Enel dopo aver incassato, senza grosse colpe il parziale negativo, ha ripreso con ordine e pazienza a fare canestro, mentre Sassari ha continuato a sparare triple, ma questa volta a salve. La Dinamo non è stata capace di trovare alternative offensive, per larghi tratti la sensazione di improvvisazione nelle scelte, ha preso il sopravvento. Si è poi inevitabilmente pagato lo sforzo effettuato per recuperare il grosso gap, ma questo è logico e normale, ciò che non può essere accettato è che la squadra campione d’Italia abbia un approccio ad una partita casalinga come quello avuto ieri. Un dato su tutti, che spiega meglio di ogni altro il livello di aggressività, energia e voglia di sacrificarsi dei biancoblu, emerge dal computo dei rimbalzi, ben venti in meno quelli tirati giù dai sassaresi, rispetto agli avversari. Sconcertante.
Se poi si va ad analizzare la prova dei singoli, c’è davvero da preoccuparsi. Un nome su tutti è quello di Brent Petway, un giocatore attorno al quale si riponevano grandissime aspettative, che al momento è completamente spaesato e come spesso si dice a Sassari, sta cercando campo d’atterraggio. Un problemino non da poco, perchè se è vero che siamo solo all’inizio della stagione, i segnali, soprattutto caratteriali che sta mandando “The Arrow” sono pessimi. I ben informati dicono che l’ex Harlem Globetrotters sia già finito sotto stretta osservazione. In buona sostanza deve darsi una svegliata perchè la pazienza potrebbe anche non essere infinita, il suo è un ruolo troppo importante e nessuna squadra con ambizioni può consentirsi di avere una “freccia spuntata” , giusto per rimanere in tema, in quella zona chiave del parquet.
I problemi però riguardano al momento anche altri elementi, seppur in misura minore. Eyenga e Varnado su tutti. Chi fino a questo momento sta rispondendo perfettamente alle attese, sono Stipcevic e Alexander, Logan è una garanzia, mentre Haynes è ancora troppo altalenante; alterna fasi nelle quali sbaglia perfino le cose più banali (rimesse o passaggi) ad altre nelle quali va on fire e diventa assolutamente incontenibile. In generale, l’impressione è che caratterialmente i vari Petway, Varnado e anche lo stesso Haynes, non siano così forti e impermeabili come ad esempio lo erano Dyson, Sosa o Lawal, vincenti per natura, che si esaltavano nelle difficoltà, non temevano niente e soprattutto non si nascondevano, anzi. I paragoni non dovrebbero esser fatti, ma è inevitabile.
Analizzare a fondo la situazione e riuscire a trovare le chiavi per toccare le giuste corde e stimolare i giocatori, è il compito dello staff tecnico, che lasciata passare la nottata per sbollire la rabbia e razionalizzare la sconfitta, da oggi inizierà a confrontarsi con i giocatori per provare a cambiare rotta in vista dei prossimi impegni e di una stagione che già da venerdì prossimo entrerà nel vivo, quando al PalaSerradimigni arriverà la corazzata CSKA Mosca, non proprio l’avversaria ideale per rimettere su la testa, ma quando si ha lo Scudetto tricolore cucito sul petto, ciò che è veramente importante è onorarlo non solo nelle vittorie, ma soprattutto nelle sconfitte. (Aldo Gallizzi)








