La Dinamo perde ancora e scivola al quinto posto

A Caserta, i sassaresi si fanno rimontare un vantaggio di 13 punti e collezionano la quinta sconfitta consecutiva

 

 

DinamoCaserta1Sciupona e senza killer istinct. La Dinamo Banco di Sardegna non riesce a ritrovarsi e anche a Caserta finisce col perdere una partita mal gestita, che avrebbe potuto portare a casa. Soprattutto se si pensa ai 13 punti di vantaggio che i biancoblu avevano nel corso del terzo quarto e che hanno sciupato nel peggiore dei modi, sbagliando letture offensive e allentando troppo le maglie in difesa. La nuova battuta d’arresto è costata la quarta posizione in classifica ora occupata da Trento, vittorioso su Roma.

In un campo caldo come il PalaMaggiò, l’unico errore che non si doveva commettere, era quello di far accendere il pubblico e gli stessi avversari evitando un finale punto a punto. Il piano partita ha funzionato sino alle prime battute del terzo quarto, per poi naufragare. I casertani sospinti dai tifosi, si sono esaltati e lentamente hanno ricucito lo svantaggio sino ad impattare (80 – 80 a 2.33 dalla sirena) e a mettere la freccia per il definitivo sorpasso e la vittoria (94-87) di fronte ad una Dinamo inerme e confusionaria.

L’ennesimo capitombolo ha fatto emergere ancora una volta i limiti di squadra che non si riescono proprio a superare. Il discorso è noioso e ripetitivo, ma si continuano a perdere delle partite, per mancanza di fosforo in regia nei momenti decisivi, quando il gioco si fa duro, quando gli avversari mordono e mettono le mani addosso, quando le difese si adeguano e tolgono spazi, quando ti invitano a pensare e non ti consentono più di correre. I vari Dyson e Sosa non riescono a mettere ordine e sbattono contro il muro, forzando tiri o perdendo palloni. Il presidente Sardara ha confermato che per i play off un giocatore arriverà e l’auspicio è che sia davvero il giocatore giusto, che possa colmare questa lacuna e completare così una squadra che, per poter sperare di fare strada nei play off, ne ha assoluto bisogno. E’ arrivato il momento di rompere gli indugi. (Aldo Gallizzi)

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