Ordine degli architetti: «Servono visione e azioni concrete per la Sassari del futuro»

La rigenerazione urbana e il valore delle competenze locali. L’importanza di un percorso condiviso per una città più coesa, sostenibile e identitaria

Sassari. Una visione unitaria, capace di tenere insieme centro storico, periferie, quartieri residenziali e aree produttive, evitando interventi frammentari e puntando su una programmazione chiara. È la posizione espressa dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Sassari, Gallura e Nord Est Sardegna, che interviene attraverso le parole del suo presidente, l’architetto David Foddanu, nel dibattito sul futuro urbano della città. «La rigenerazione urbana non può limitarsi a interventi isolati o episodici, serve una strategia complessiva che tenga insieme tutte le parti della città», sottolinea Foddanu.

L’Ordine conta circa 900 professionisti che conoscono a fondo il territorio, le sue dinamiche sociali, storiche e urbanistiche. Una risorsa che, secondo Foddanu, deve essere pienamente coinvolta nei processi di pianificazione, pur riconoscendo l’utilità del confronto con esperienze esterne. In quest’ottica, viene evidenziata l’importanza di sviluppare nuovi punti programmatici a partire da chi vive e opera quotidianamente a Sassari, evitando allo stesso tempo il rischio di rallentamenti dovuti a un eccesso di tavoli tecnici e momenti di confronto. L’Ordine evidenzia come Sassari possieda un carattere unico, fatto di storia, relazioni e cultura, in cui la “cionfra” rappresenta una forma di spirito critico e convivialità che deve essere compresa anche nei processi progettuali.

L’architetto David Foddanu

Non basta, dunque, un progetto tecnicamente corretto: è necessario interpretare l’anima della città. Massima attenzione deve essere data al patrimonio storico e architettonico, elemento centrale nei percorsi di rigenerazione. Palazzi nobiliari, chiese, piazze, la Fontana del Rosello e l’architettura spontanea dei vicoli del centro storico, costituiscono un insieme di grande valore identitario che deve essere preservato e integrato nelle trasformazioni urbane. Secondo l’Ordine degli Architetti occorre inoltre porre l’attenzione sulle dinamiche legate alla zona di Predda Niedda, oggi a forte vocazione commerciale, che contribuisce ad attrarre flussi quotidiani incidendo sull’equilibrio tra le diverse parti della città e, in parte, sullo svuotamento del centro urbano più tradizionale.

Accanto alle criticità, si evidenziano però importanti opportunità. In particolare, aree come la vallata del Rosello e il fosso della Noce sono indicate come spazi di grande valore paesaggistico e sociale, luoghi dall’alto valore paesaggistico che possono diventare spazi di incontro, percorsi pedonali e punti di aggregazione. «Rigenerare significa valorizzare non solo edifici e infrastrutture – riprende il presidente Foddanu – ma anche la natura e gli spazi aperti che favoriscono relazioni e convivialità».

Per quanto riguarda il centro storico, l’Ordine evidenzia la necessità di rafforzare il dialogo e la sinergia tra enti, favorendo al contempo l’attivazione di interventi privati mirati, capaci di restituire vitalità, servizi e funzioni sociali alle aree oggi più fragili. Un approccio che si inserisce in un percorso già in atto e che, secondo gli architetti, può trovare ulteriore forza attraverso il contributo strutturato delle professionalità locali. Occorre riconoscere il ruolo centrale dell’architetto, non solo come progettista ma come mediatore tra i bisogni collettivi e la trasformazione urbana, custode della memoria e interprete delle prospettive future della città. «Rigenerare significa ricucire. Sassari ha tutte le risorse per farlo, a partire dagli architetti che già operano sul territorio», conclude Foddanu, ribadendo la disponibilità dell’Ordine a contribuire con spirito costruttivo e competenze al percorso in evoluzione, nella prospettiva di una visione condivisa e orientata al futuro.

Articoli Correlati

Check Also
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio