La vergogna del rigore non dato alla Torres

Non si placano le discussioni e le polemiche sulla clamorosa decisione del signor Mazzer di Conegliano, che dopo aver revisionato l’episodio al monitor non ha decretato la sacrosanta massima punizione per la Torres. Ma cos’ha visto?

E’ vero che nel calcio e nello sport in generale si debba sempre guardare avanti e polemizzare e discutere specie sulle decisioni degli arbitri, sia antipatico e spesso visto come una mancanza di stile e un “non saper perdere” o nello specifico, pareggiare. Ma a tutto c’è un limite e la diplomazia ogni tanto va messa da parte perchè accettare il risultato del campo è una cosa, passare per fessi un’altra e soprattutto perchè se da quest’anno anche nei campi di serie C si è istituito il VAR, qui ribatezzato FVS, certi episodi non possono andare in archivio come se niente fosse. Prima di tutto perchè ne va della credibilità del sistema e se può essere accettabile e comprensibile una svista arbitrale in diretta (anche loro sono essere umani e possono sbagliare) non lo è assolutamente commettere un errore di tale evidenza e proporzione, addirittura dopo aver visionato le immagini.

Il tecnico della Torres Pazienza ha elegantemente glissato sull’argomento, ci è andato molto leggero, dicendo che dalle immagini sembrava tocco di mano netto, ma di non sapere che immagini aveva visto l’arbitro. Le stesse, aggiungiamo noi, perchè la serie C non è la serie A e la telecamera quella è, non ce ne sono 10.

Onestamente viene molto, molto difficile capire cosa sia frullato nella testa del direttore di gara veneto, il regolamento parla chiaro, il braccio (come è visibile chiaramente nel fermo immagine che l’arbitro ha avuto a disposizione per valutare) è alto e aumenta il volume del corpo, la palla va dritta a impattarlo. Non ci sono discussioni o dubbi, è rigore, punto.

Andrea Mazzer di Conegliano, alla sua prima annata in Lega Pro, verrebbe da dire che non abbia avuto gli attributi e la personalità per assegnare un calcio di rigore contro la squadra di casa (casa si fa per dire, visto che si giocava a Sestri Levante e di fronte alla bellezza di 174 tifosi del Bra). Questo sarebbe molto grave, ma è la tesi più accreditata, perchè, come già sottolineato in precedenza, solo lui non ha visto il rigore. E un arbitro senza attributi, a nostro parere può tranquillamente cambiare mestiere, la serie C è un campionato dove si spendono tanti soldi e le società fanno grandi sacrifici, non si scherza, non è il torneo da bar e neanche gli arbitri devono esserlo. L’auspicio è che, se non lo ha già fatto, la società sassarese si faccia sentire nelle sedi opportune, perchè è bello e gratificante ricevere i premi fair play, ma certi fatti non possono passare sottotraccia come se niente fosse. Il tutto in attesa di un pronunciamento ufficiale, in termini di turni di riposo da passare a meditare sul divano, da parte dell’AIA nei confronti del signore di Conegliano.

Aldo Gallizzi

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