Dinamo fuori dall’Eurolega
Fatale la sconfitta casalinga con l’Unics Kazan (68-72). Manuel Vanuzzo: «Bisogna mettere il talento a disposizione della squadra, altrimenti non si va lontano»
Sassari. «Ho visto una squadra a due facce tra il primo e secondo tempo». Con queste parole Romeo Sacchetti ha aperto la conferenza stampa al termine del match perso in casa contro l’Unics Kazan per 68-72, che ha sancito ufficialmente l’eliminazione della Dinamo dall’Eurolega.

«Siamo entrati in campo con poca energia, – ha proseguito il coach -, loro hanno mosso la palla troppo facilmente, gli abbiamo concesso troppe opzioni e in attacco abbiamo fatto male, sbagliando troppi tiri. Nel secondo tempo siamo riusciti a fare meglio, abbiamo avuto il solito bel flash con difesa aggressiva e alcuni tiri di Logan e Devecchi da tre che ci hanno consentito di pareggiare sul 60-60 a pochi minuti dal termine. Antonov poi è stato molto bravo a realizzare un paio di canestri che hanno chiuso la partita. Onestamente mi aspettavo un’intensità diversa all’inizio, se lasciamo giocare squadre forti come è il Kazan è finita. Del secondo tempo mi è piaciuta la faccia dei miei giocatori, la faccia di chi voleva giocarsela. Per competere a questi livelli è indispensabile affrontare le partite con un certo atteggiamento, voglio vedere facce diverse, intense anche quando le cose vanno male. All’inizio sembravamo svuotati di energia ma poi abbiamo reagito dimostrando che non era la stanchezza il problema, quindi l’analisi non può essere questa, c’è qualcos’altro evidentemente. L’orgoglio abbiamo dimostrato di averlo e ci servirà nel prosieguo della stagione. Cosa penso della partita di Dyson? Puo’ fare molto meglio ma la faccia era giusta ed è questo l’importante, è ciò che voglio vedere, al di la del fatto che i canestri poi si possano segnare o sbagliare. In una fase nella quale stiamo costruendo una squadra, è questa la parte più importante. Bisogna accettare i ruoli, bisogna saper far parte di una squadra di pallacanestro, bisogna capire che si vince e si perde insieme, se uno pensa in solitario è meglio che giochi a tennis. Contro Milano dovremo ripartire dall’intensità che ho visto nel secondo tempo, altrimenti ci metteranno in difficoltà, noi abbiamo armi diverse e quelle dobbiamo usare».

Se il commento di coach Meo è stato chiaro, limpidissima e particolarmente diretta è stata l’analisi di Manuel Vanuzzo che da buon capitano non le ha mandate a dire, mettendo subito a fuoco il bersaglio: «Nei primi 15 minuti abbiamo giocato malino, gli ultimi 15 con aggressività e molto talento, però sempre inventando qualcosina fuori dai giochi. Sappiamo di avere tanto talento da parte di tanti giocatori però credo che soprattutto n Eurolega si debba cercare di trovare qualche soluzione all’interno degli schemi e adattarci alle caratteristiche degli avversari. Alcuni giocatori hanno perso un po’ di fiducia, non siamo ancora una squadra che riesce a giocar bene per 35 minuti, dobbiamo migliorare, ci sono momenti in cui ognuno va per i fatti propri e non possiamo permettercelo. Troppe soluzioni che spesso vanno a buon fine sono dovute esclusivamente al talento individuale ma questo non può bastare, dobbiamo migliorare nel gioco di squadra. Quando arrivi punto a punto poi devi essere bravo a cercare soluzioni attraverso i giochi, non puoi sperare di trovare sempre l’exploit di qualcuno, bisogna capire che il talento individuale non basta. Se riusciamo a mettere il talento a disposizione della squadra e dello staff tecnico è tutto più facile. Non è vero che non lavoriamo in allenamento sugli schemi, Meo ci lavora ma poi i giochi bisogna eseguirli in partita e spesso non viene fatto».








