Il Comune di Sassari nel 2023, Campus: «Risultati mirabolanti»
Conferenza stampa di fine anno per il primo cittadino e la Giunta. «Questi sono i risultati. Siamo stati bravi?». Esclusa una ricandidatura

Sassari. È l’ultima conferenza stampa di fine anno. «Questo è sicuro. Ma ancora non abbiamo terminato il nostro lavoro. Certamente ci sarà un’altra occasione per incontrare la stampa cittadina. Questo avverrà verso giugno per la fine del mandato. E non ci sarà nessuna mia ricandidatura. L’ho detto più volte e lo confermo». Anche per il sindaco Nanni Campus è il momento del bilancio di fine anno. Tanti gli interventi realizzati negli ultimi dodici mesi allora che possono essere ricordati. Il primo cittadino lo aveva già fatto poco prima di Natale, in occasione della presentazione al Consiglio comunale della Relazione annuale (nella prima seduta di gennaio è previsto il dibattito). Adesso (venerdì mattina, 29 dicembre, ndc), nella stessa sala consiliare, sono i media locali a sentire quanto fatto o completato nel corso del 2023. Dall’attenzione al centro storico agli interventi nella ex colonia campestre e in altri luoghi simbolici strappati al degrado nel quale versavano negli ultimi anni. O semplicemente rimasti chiusi per problemi burocratici. Un esempio è il Padiglione Tavolara, finalmente restituito alla città. Per altre strutture invece il lavoro è più complesso. Come il palazzetto di piazzale Segni. «Per il Palaserradimigni abbiamo ereditato un disastro, stiamo però rimediando. E avremo un nuovo palasport a Latte Dolce, che destineremo alle squadre di pallavolo», ha voluto precisare Campus. Ma ci sono anche i venti milioni di euro investiti in strade e marciapiedi e la massa di finanziamenti recuperati grazie alla lotta all’evasione. «Cosa si poteva fare di più? È una domanda che mi sono certamente posto – ha detto il primo cittadino –. In questi anni abbiamo cambiato materialmente la città. Ma è stato anche un cambiamento culturale. Se questi sono i risultati, mirabolanti senza tema di smentita, siamo stati bravi?».
Un ringraziamento speciale va alla struttura comunale e ai consiglieri di maggioranza che hanno sostenuto sindaco e Giunta. «Faccio notare che su venti consiglieri che hanno mantenuto la maggioranza solo cinque avevano una pregressa esperienza. Le opposizioni, tante e varie minoranze che si vantano di avere capacità politica, hanno otto consiglieri su 14 con esperienza, ovvero il 60 per cento di loro erano già stati eletti. Abbiamo insomma portato nuove energie in questa Assemblea, ma anche nella struttura comunale con nuove assunzioni. È un Consiglio che ci dà fiducia e una macchina amministrativa entusiasta – ha ribadito Nanni Campus –. Come esempio dei risultati, voglio fare riferimento alla polizia locale: è vero, sono tanti, perché è il settore con più addetti presenti tra i cittadini. La passione del comandante Serra ha “contagiato” tutti i rami della polizia locale e abbiamo avuto di immettere forze nuove. Da noi non trovano spazio le barzellette sugli impiegati comunali. Osservo invece quello spirito che ho visto nelle strutture ospedaliere e neanche in tutte».
Sul versante dell’urbanistica qualcosa non è però andato come previsto. E poi la querelle sul “canalone” del Fosso della Noce. «Si sono dette tante cose. Si è parlato di “Attila Campus”, sono state raccolte firme più o meno fasulle. Ma nessuno di costoro è titolato a parlare. Che ci sia un rischio idrogeologico massimo nella vallata me lo sono ritrovato nel Puc, non me lo sono inventato io. E che ci fosse la necessità di intervenire ce lo ha mostrato ciò che è successo a Olbia e a Capoterra. Abbiamo portato oltre dieci milioni per mitigare il rischio idrogeologico. Come si realizza questo obiettivo non lo fa un chirurgo o un docente universitario, se è sbagliato ce lo diranno gli uffici regionali, non me lo può dire un avvocato o un geometra, può farlo un ingegnere idraulico. La Regione sull’intervento potrebbe dirci in maniera inequivocabile che bastano quattro metri di canalone o che non ce n’è proprio bisogno e bastano i buchi sotto viale Trento. Saranno insomma loro, i tecnici che stanno negli uffici della Ras, a certificarci che questo rischio sia diminuito. Abbiamo l’obbligo di eliminarlo. E ripeto, obbligo, non sfizio».
Infine, una visione di città per Sassari. I trasporti e il traffico, da sistemare, a cominciare dalla metropolitana di superficie, che da quasi venti anni è attiva ma è sottoutilizzata perché ancora non si riesce a realizzare la parte più importante, che non è quella che collega l’Emiciclo con gli ospedali. «Sui parcheggi invece faccio notare che ero stato io, nella mia precedente esperienza amministrativa, a portare i parcheggi interrati in città, non ne avevamo. E l’assessore che poi inaugurò il primo autosilos, quello di piazza Fiume, all’inizio del mandato del sindaco mio successore, poco prima, da consigliere comunale di opposizione, aveva detto che non avrebbero mai funzionato. Questo mi piace ricordarlo. Adesso, dobbiamo pensare ad acquistare i parcheggi di Cortesantamaria, ben 400 posti. Non possiamo permetterci di lasciarli inutilizzati – ha continuato Campus –. In termini prospettici poi si può anche discutere verso quale direzione aprire la città». L’errore fu fatto nell’Ottocento, anche con la costruzione della linea ferroviaria che ha costituito una sorta di barriera complicata da superare, e ancora oggi ne subiamo le conseguenze. La città, infatti, non guarda verso il mare: ci sono 30 km verso ovest, dopo Predda Niedda, e più di 10 km verso nord, mentre a est l’abitato di Sassari lambisce i confini del territorio di Osilo. Questo dello sviluppo urbanistico è però un aspetto di cui si potrà occupare il prossimo inquilino di Palazzo Ducale. Che, come è stato detto durante la conferenza stampa, potrebbe essere – chissà – dello stesso colore politico di Campus, espressione della coalizione civica. Dopo le elezioni regionali anche il quadro delle alleanze e delle candidature per la guida di Palazzo Ducale sarà più chiaro.
L.F.








Un commento