8 marzo, racconto di due donne

L’avventura di Rita e Maria Grazia di Sa Mandra. Per affermare la propria Identità antropologica, culturale e professionale in Sardegna e nel Mondo. L’intervento di Carla Puligheddu

 

SaMandraRacconterò due donne, due storie e due generazioni, espressione di una semplice ma rara equazione: Identità + lavoro = benessere. Rita e Maria Grazia, colonne di una famiglia che funziona, attorno alle quali si costruisce uno straordinario progetto di vita e di economia sociale.

Rita, “femina de gabbale”, giovanissima e audace lascia Fonni 30 anni fa.

Senza mai smettere di custodire la Barbagia nel cuore, decide di varcare le sue montagne per approdare nell’ “isola catalana del continente sardo”, in una soleggiata vallata della Nurra, dai tramonti suggestivi, che oggi, grazie a quell’ antico e viscerale legame con la terra e la natura, risplende di modernità e tradizione in un binomio esclusivo di amore e appartenenza.

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Rita

Tuttavia sapeva bene (per averlo appreso fin da bambina da sua madre) che per realizzare importanti obiettivi avrebbe dovuto fare i conti con la diffidenza, col potere e col controllo. E come tutte le donne realizzate si é misurata col queste dimensioni, intendendo per “potere” naturalmente, non la forza fisica o il dominio psicologico, bensì la capacità di prendere pienamente, parte attiva e consapevole in un discorso di sviluppo, che avrebbe determinato l’azione di molti ed affermato il proprio diritto ad essere ascoltata.

Rita incarna il matriarcale bisogno di protagonismo tipico delle donne sarde. Un protagonismo ovviamente responsabile, che si fa carico di crescere la sua famiglia con un orizzonte di ottimismo, di progresso e di buon senso, perché Rita è una bilanciatrice decisa e coraggiosa che sceglie un lavoro rischioso ma anche generoso e romantico. Così, guidata da una fede incrollabile, non si spaventa davanti a problemi ed ostacoli, innamorata com’è della sardità e convinta che questa sia innanzitutto un valore da salvaguardare e poi un volano di sviluppo per la Sardegna.

La caparbietà di Rita è vincente. Il suo ambizioso progetto trae ispirazione dall’essenza delle sue origini e rappresenta l’innovazione della memoria aperta ad una prospettiva di accoglienza da generare sorprendenti reti culturali creative, ricche di elementi eclettici che soddisfano le esigenze più diverse, sensoriali, esplorative, didattiche, di benessere.

Rita conduce il suo impegno umano e sociale verso la tutela dell’ambiente, la valorizzazione delle risorse, la genuinità dei prodotti, la dignità dei lavoratori ma anche verso le povertà e i bisogni dei meno fortunati. Collabora con esperti che, attraverso competenze comunicative ed espressive specifiche, si inseriscono armoniosamente nel suo dinamico progetto, interpretando pienamente quello che dovrebbe essere il vero peso sociale delle donne sarde. Per questo riceve meritati riconoscimenti come poche altre.

Con questo spirito Rita, insieme a Mario, marito e compagno di vita elettivo, crea “Sa Mandra” un universo di sacralità della tradizione, dove cultura e tipicità si rigenerano, frutto dell’ingegno personale e del lavoro di un’intera famiglia che oggi, mossa dal comune amore e dal condiviso orgoglio per un’identità così ricca di saperi e sapori autentici ed ancestrali; dialoga col mondo grazie al prezioso apporto dei 3 figli, Maria Grazia, Michele e Giuseppe.

Sarà un caso ma le aperture più significative partono proprio dagli incontri importanti che ciascuno di loro edifica, dando concretezza e solidità al familiare istinto di conservazione e trasmissione di un patrimonio di valori che contamina il globale, migliorandone la qualità, esaltando le differenze e amandole.

Così i rapporti con la Catalogna e la Norvegia diventano familiari, intimi e definitivi. All’insegna di una ricchezza umana trasversale fra mondi e modi a volte lontani eppure così vicini.

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Maria Grazia

Maria Grazia giovane donna, entusiasta e combattiva, ma anche preparata e competente, misura la sua solidità culturale con la possibilità di cambiare la mentalità imprenditoriale delle donne sarde e soprattutto con la sfida di mettere in campo le proprie energie nella direzione marketing dell’azienda di famiglia. Fortemente attratta da uno spiccato senso civico, si laurea in giurisprudenza per onorare il primo vero sogno adolescenziale, ma subito sceglie, non a caso, di ritornare in Spagna (dopo esserci già stata con l’erasmus) per cimentarsi in un insolito quanto specialissimo master presso i sontuosi Paradores. Esperienza che le impone di esplorare e scoprire la profondità e la bellezza del suo essere donna sarda. Il rigoroso e insieme luminoso e flessibile esame introspettivo si rivela infine decisivo per il suo futuro. Nell’ultima tappa del viaggio, a Santiago di Compostela, Maria Grazia non ha più dubbi, decide di ritornare a casa. E’ a “Sa Mandra” che desidera dare tutta se stessa. Oggi é una donna che ama l’arte e la natura selvaggia, che parla di orgoglio, fierezza e attaccamento incondizionato alla sua terra. Lo fa attraverso la molteplicità di strumenti che sin da bambina ha maneggiato, in quell’ ambiente dov’è cresciuta e con la formazione umana e professionale che la primordiale vocazione ha potenziato oltre ogni prevedibile aspettativa.

Ama conoscere e sapere, accrescere le proprie competenze che non sono mai fine a se stesse, ma socialmente disponibili per condividere e promuovere, con chi le sta accanto, un continuo dialogo fra storia e modernità. Matura una profonda consapevolezza antropologica ed estetica accompagnate da una coscienza critica costruttiva che la spingono ad osare la sfida che cambierà la sua azienda. Organizza convegni, laboratori didattici, iniziative culturali ed artistiche, meeting, nella convinzione che solo la cultura veicola identità, favorisce sviluppo e si fa presupposto di arricchimento continuo. Crea dentro “Sa Mandra” un Museo della Tradizione, itinerario nel tempo che attraverso i manufatti degli artigiani sardi, ripercorre la storia millenaria della Sardegna e del suo popolo. Asseconda e amplifica il progetto di Rita di sviluppare innanzitutto l’azienda agricola, nel rispetto dei principi della biodiversità e del Turismo Sostenibile che consentono a “Sa Mandra” di conseguire il “Marchio di Qualità Ambientale” della Rete dei Parchi e delle Aree Protette, per l’impegno nella riduzione del consumo di energia, nel riciclaggio dei rifiuti e nell’utilizzo di prodotti del territorio. Poi spazia, dagli allevamenti, quello dei cavalli in particolare, all’Agriturismo di eccellenza. Dall’esclusività dell’albergo rurale diffuso, fino agli spazi benessere immersi nella magica piana della Nurra. Produce oli, essenze, cosmetici e prodotti per la cura del corpo e dello spirito, di altissima qualità.

Maria Grazia è una persona felice e grata. Il suo sguardo e il suo sorriso lo rivelano, ma soprattutto lasciano capire che avrà ancora tanti progetti da realizzare. Lo farà col sostegno di Rita, madre e maestra di vita, colei che Maria Grazia considera l’intelligenza più raffinata e sapiente, capace di analizzare con semplicità questioni complesse per trovare soluzioni ai problemi più difficili. Merito di ciò che Rita chiama convintamente “Provvidenza”. Modestamente e decisamente, la migliore consulente – marketing che sua figlia abbia finora incontrato, di gran lunga più avanti rispetto a docenti universitari e molti validi ed affermati professionisti coi quali spesso si confronta. Imprenditrici di successo Rita e Maria Grazia, forse per la saggia intuizione di puntare sempre su obittivi raggiungibili, sostenibili e appaganti. Donne che hanno saputo operare scelte fondamentali, accettandole e portandole a compimento. Il loro segreto non è un segreto dicono: «abbiamo fatto sempre il meglio e continuiamo a fare del nostro meglio col cuore e con ciò di cui disponiamo». (Carla Puligheddu)

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