‘Votare sì per dire no alle trivelle’

L’appello del coordinatore regionale del Partito Comunista d’Italia Giommaria Deriu: «È un segnale politico contrario all’ulteriore sfruttamento dei combustibili fossili

 

PcdISimboloCagliari. Il Partito Comunista d’Italia esprime la sua posizione sul referendum di domenica 17 aprile: voterà sì, per dire no alle trivelle. «Le trivelle non sono solo una grande minaccia per i nostri mari, ma rappresentano anche un indirizzo energetico superato, che ci costringerebbe, con la legge di stabilità 2015 all’art.1 comma 239, alle dipendenze dalle fonti fossili. Noi comunisti sardi – spiega in una nota il coordinatore regionale Giommaria Deriu – per salvaguardare il bene comune condividiamo la posizione di Greanpeace: “L’Italia non si trivella, il 17 aprile possiamo votare per allontanare in futuro le trivelle dai nostri mari”. Estrarre il poco gas o il pochissimo petrolio che si trova sotto i nostri fondali avrebbe ricadute insignificanti per l’occupazione, le casse pubbliche, la bolletta energetica del paese. Ma sarebbe anche un possibile rischio, un danno per i nostri mari e con essi per le bellezze naturalistiche delle coste italiane, per il turismo, la pesca, le comunità costiere. Gli interessi dei territori per la salvaguardia dell’ambiente alla scadenza delle concessioni e quindi dell’attività estrattiva, vengono prima degli interessi delle multinazionali del petrolio. Le ragioni del referendum non sono solo un argine per evitare l’inquinamento, ma anche un segnale politico contrario all’ulteriore sfruttamento dei combustibili fossili. Vogliamo un diverso futuro energetico e siamo a favore di un maggiore utilizzo di fonti energetiche alternative. Votare è un Diritto e un Dovere».

«Noi comunisti – conclude Deriu – proponiamo di votare sì al referendum del 17 aprile. È importante che i cittadini vadano a votare e dicano così la propria sulla strategia energetica nazionale».

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