Al via il Sardinia Film Festival

Ieri la serata inaugurale, con la proiezione in anteprima sarda del documentario “140. La strage dimenticata”, sulla tragedia della Moby Prince. Il programma di oggi

SardiniaFilmFestival2014SerataInaugurale1Sassari. La nona edizione del Sardinia Film Festival, premio internazionale di cortometraggi organizzato dal Cineclub Sassari Fedic, è stata inaugurata ieri sera, lunedì 23 giugno, nel cortile del Polo Didattico Il Quadrilatero, in viale Mancini a Sassari. Ad accogliere il pubblico, che come gli anni scorsi si è presentato numeroso all’appuntamento, c’erano il direttore artistico del Sardinia, Carlo Dessì; il presidente Angelo Tantaro e la giovane e spigliata presentatrice Marta Pala. Anche per la nona edizione i numeri del Festival sono da capogiro: 230 cortometraggi in concorso, selezionati tra i circa 800 iscritti, 60 Paesi rappresentati, 124 prime visioni europee, 220 prime visioni italiane, 230 sarde e un’alta percentuale di registi esordienti.

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Il sindaco Nicola Sanna e l’assessore Monica Spanedda

Tra gli spettatori sedevano il sindaco di Sassari Nicola Sanna, il vice sindaco Gianni Carbini e l’assessore alla Cultura Monica Spanedda. Nicola Sanna ha espresso il suo apprezzamento «per una manifestazione come il Sardinia Film Festival che è motivo di orgoglio per tutta la città di Sassari e che, edizione dopo edizione, pur in mezzo a tante difficoltà, tiene alto il suo valore culturale». Monica Spanedda, a una delle sue prime uscite pubbliche come neo-assessore alla Cultura, ha voluto sottolineare la «capacità del Festival di coinvolgere altri comuni, come Martis e Villanova Monteleone (dove ad agosto si terranno le sezioni del Sardinia Film Festiva “Life after oil” e il “Premio per il documentario Villanova Monteleone”, ndr) nella realizzazione di progetti importanti per tutto il territorio».

Carlo Dessì e Michele Piras

La IX edizione del Sardinia Film Festival si è aperta con il primo degli eventi speciali di questa edizione: la proiezione in anteprima sarda del documentario “140. La strage dimenticata” del fiorentino Manfredi Lucibello. Il film ricostruisce, con grande quantità di materiale d’archivio, la tragedia del traghetto Moby Prince, scontratosi con una petroliera la notte del 10 aprile 1991, mentre entrava nel porto di Livorno di ritorno da Olbia. Nel disastro persero la vita 140 persone, tra cui 30 sardi. Il processo fu chiuso dalla magistratura di Livorno attribuendo la responsabilità all’errore umano, ma nella vicenda rimangono molte zone d’ombre e le associazioni dei familiari delle vittime chiedono da anni la riapertura del caso. Alla proiezione era presente il deputato Michele Piras (Sel), firmatario di una proposta di legge per l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta, che ha ricordato come «quello del Moby Prince sia il più grande disastro della marineria civile italiana e uno dei tanti misteri del nostro Paese. È un dovere conservarne la memoria e fare finalmente chiarezza sulle reali cause, per rispetto non solo ai familiari delle vittime ma a tutti gli italiani».

Il programma di martedì 24 giugno. Martedì 24 giugno le proiezioni al Sardinia Film Festival iniziano alle 16 nelle aule rossa e verde del Quadrilatero, in viale Mancini. Di sera, l’appuntamento è a partire dalle 21 nel cortile interno. Tra i film del pomeriggio, sono assolutamente da non perdere “216 mois” dei francesi Frédéric e Valentin Potier, metafora estrema di una simbiosi esasperata tra madre e figlio, e “Vieja” della regista kazaka Mila Fakhurdinova, una storia tenera e divertente di un anziano che si fa passare per il proprio padre, veterano di guerra. E poi, “Amel” del kosovaro More Raka, che racconta il tentativo di emancipazione di una donna in una società tradizionalista; le verità taciute nella famiglia di “Marea” dell’ungherese Adam Breier; l’inquietante animazione polacca “Kamienica” di Agnieszka Burszewska, la drammatica storia adolescenziale “Dima” di Aksinya Gontar dall’Ucraina. Un cenno a parte merita il documentario “Vampire short diaries” di Beata Postnikoff, sorprendente diario di vita di un gruppo di giovani vampiri polacchi.

Tra i film della sera (dalle 21 nel cortile del Quadrilatero), “Meglio se stai zitta” -debutto alla regia della giovane attrice Elena Bourika – è una commedia cinica e divertente sui rapporti d’amicizia tra donne, interpretata dalle spumeggianti Claudia Pandolfi, Valeria Solarino e Donatella Finocchiaro. Ancora più cinico – ma questa volta si tratta di farsi le scarpe tra colleghi – è lo spagnolo “Democracia” di Borja Cobeaga. Dalla Spagna arriva anche lo splendido documentario vincitore di numerosi premi “Minerita” di Raul De La Fuente, che racconta le drammatiche condizioni di vita di tre donne che lavorano come guardie notturne in un ambiente tradizionalmente al maschile come le miniere, in questo caso quella di Cerro Rico de Potosí in Bolivia. “Non sono nessuno” di Francesco Segrè, con Nicola Nocella, e “La carna trist” di Marisa Vallone, con la splendida colonna sonora del musicista pugliese Mariano Paternoster, sono realizzati dal Centro Sperimentale di Cinematografia con la partecipazione di Rai Cinema e sono stati trasmessi in anteprima su Rai 2. Cast d’eccezione, infine, per Il sorriso di Candida di Angelo Caruso e Stefano Amadio, interpretato da Cesare Bocci, Sabrina Paravicini, Lucia Batassa, Elisabetta Pellini, Gabriele Greco.

Tutte le proiezioni sono a ingresso libero.

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