Confcommercio Nord Sardegna, la Casa della Cultura affidata a Leonardo Marras
Nasce ufficialmente Impresa Cultura Nord Sardegna. Le province di Sassari e Olbia-Tempio entrano in una rete d'eccellenza che include realtà come Milano, Bari e Parma

Il Nord Sardegna compie un passo decisivo verso la strutturazione del proprio comparto creativo con la nascita ufficiale di Impresa Cultura Nord Sardegna. Il nuovo coordinamento territoriale, presentato nella sede di Confcommercio a Olbia, segna l’ingresso ufficiale del territorio nel network nazionale di settore, posizionando le province di Sassari e Olbia-Tempio in una rete d’eccellenza che include realtà come Milano, Bari e Parma.
Alla guida dell’organismo è stato nominato Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta e figura di riferimento nel panorama culturale isolano. Al suo fianco, una squadra di comprovata esperienza: i vicecoordinatori Aldo Addis e Alessandro Carta, supportati dai componenti Antonietta Cossu, Sabrina Lisbona, Annalisa Luzzu, Luigi Folino, Claudio Desiati, Gianni Russo, Gabriele Addis e Piero Muresu.
L’ambizione del coordinamento è quella di fungere da vera e propria “Casa della Cultura”, un ecosistema aperto dove operatori, imprese, associazioni e fondazioni possano trovare non solo rappresentanza, ma un luogo di progettualità condivisa. L’obiettivo è trasformare il vasto patrimonio identitario del Nord Sardegna in una leva economica capace di generare occupazione e innovazione sociale.
«Accolgo questo incarico con un profondo senso di responsabilità verso il nostro tessuto imprenditoriale e creativo – dichiara Leonardo Marras –. La cultura non deve essere percepita solo come un esercizio di memoria o di conservazione del passato, ma come uno strumento vivo di crescita e innovazione. Con questo progetto, Confcommercio Nord Sardegna vuole consolidare il ruolo della cultura quale vero motore dello sviluppo integrato, capace di saldare insieme le nostre radici e le nuove prospettive di mercato».
Marras ha poi sottolineato l’importanza del fare rete per superare le storiche fragilità del settore. «La nascita di questo Coordinamento è un atto di fiducia nel futuro. Vogliamo creare una “Casa” comune che favorisca sinergie concrete tra pubblico e privato, abbattendo le barriere che spesso isolano i talenti e le imprese del nostro territorio. Il nostro impegno sarà rivolto a rendere l’offerta culturale più accessibile e moderna, creando opportunità reali soprattutto per le giovani generazioni che vogliono fare impresa nel mondo della creatività. Solo attraverso un’azione corale potremo trasformare la cultura in un pilastro solido e sostenibile della nostra economia». L’ufficializzazione dell’organismo è avvenuta alla presenza dei vicepresidenti di Confcommercio Nord Sardegna, Edoardo Oggiano e Salvatore Brichetto, sancendo l’inizio di un percorso che mira a rendere il Nord Sardegna un laboratorio di buone pratiche per l’industria culturale regionale e nazionale.
ANALISI SETTORIALE: Consumi culturali in aumento, resta il gap nel Sud e nelle Isole
L’ultima rilevazione dell’Osservatorio sui consumi culturali (realizzata da Confcommercio) evidenzia un trend di spesa in netta risalita per le famiglie italiane, accompagnato però da profonde disparità geografiche. L’andamento della spesa mensile dice che il dato nazionale vede una spesa media mensile per beni e servizi culturali è quasi raddoppiata in cinque anni, passando dai 50,9 euro del 2020 ai 99,8 euro attuali. Rimane però il gap tra Centro e Nord Italia, dove la spesa media supera i 113 euro, e Sud e Isole, in cui il valore crolla a 74,3 euro.
I cittadini del Meridione e delle Isole manifestano una forte insoddisfazione verso l’offerta locale: circa il 50% la considera povera di iniziative. Solo il 53% giudica l’offerta di qualità (a fronte di una media nazionale del 63%) e appena il 31% la ritiene innovativa.
Nonostante le criticità, emerge una forte consapevolezza del valore economico della cultura: il 77% degli intervistati residenti nel Sud e nelle Isole è convinto che la sinergia tra attività culturali ed economia locale sia un fattore positivo, un dato superiore di ben sei punti percentuali rispetto alla media nazionale (71%).








