Via Padre Zirano, i Giovani Democratici sollecitano soluzioni

Una situazione definita “ai limiti della decenza”. Ma i giovani del Pd rimangono in ogni caso fiduciosi nei confronti di Comune, governo e consiglieri regionali

 

 

ViaPadreZiranoSassari. Rimane preoccupante la situazione che da diversi anni si presenta nella stazione ”provvisoria” di pullman e autobus di via Padre Zirano a Sassari. Disagi che passeggeri, lavoratori e studenti fuori sede pendolari devono subire quotidianamento. Uno stato ai limiti della decenza ma anche di potenziale pericolo strutturale e sociale, commenta Gianluca Chelo, segretario cittadino dei Giovani Democratici. L’assenza di stalli adeguati crea disagi in tutte le stagioni dell’anno, dalle giornate invernali di freddo e pioggia alle giornate di torrido caldo estivo, con gli utenti costretti ad attendere il proprio bus sul bordo della strada. La stazione di via Padre Zirano, nata come stallo provvisorio per pochi anni, è ormai arrivata al compimento della decade. «Una situazione che contribuisce in maniera consistente alla scarsa efficacia dei servizi e sull’efficienza del diritto allo studio nel nostro territorio, che dovrebbe attirare a se quel ruolo trainante e di prospettiva che gli compete», aggiunge Alessandro Dore, responsabile regionale Università dei Giovani Democratici e consigliere Comunale di Osilo.

L’intera segreteria dei Giovani Democratici rimane in ogni caso fiduciosa nei confronti di Comune, governo e consiglieri regionali. Gli utenti richiedono però celerità d’azione in quanto, oltre al problema del centro intermodale, «si sommano i rincari dei biglietti, e una mancata bigliettazione e tariffa unica. Rincari che hanno visto un aumento consistente in particolare sulle tratte più brevi e quindi a svantaggio degli pendolari, che affrontano un disagio quotidiano talvolta superiore rispetto a tutti gli altri», conclude Marco Borghetto, segretario provinciale dei Giovani Democratici.

L’organizzazione giovanile del Pd ha già organizzato una serie di confronti con gli amministratori locali e anche un dibattito pubblico in occasione del quale poter avanzare una concreta proposta per eliminare una situazione degradante e non più sopportabile.

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