Verso la Asl unica
Già la settimana scorsa il presidente della Regione Pigliaru aveva spiegato che l’obiettivo è razionalizzare e ridurre gli sprechi. Sede probabile a Sassari

Sassari. «Sono certamente maturi i tempi per una profonda riforma del sistema sanitario che sta dando un servizio inadeguato ai nostri cittadini. Quando ci confrontiamo con alcune regioni italiane vediamo che i cittadini che vivono in altre parti d’Italia hanno un servizio sanitario migliore». La Asl unica, se tra pochi mesi sarà davvero realtà, rientra in questa analisi, ha spiegato a Sassari la settimana scorsa il presidente della Regione Francesco Pigliaru. E le indiscrezioni degli ultimi giorni danno per quasi certo questo orientamento, condiviso anche da altri esponenti del mondo politico isolano, a partire dal presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau. Non ci sarà però l’ennesimo caso di cagliaricentrismo. A quanto pare, ma nessuna decisione né sulla sede né sulla stessa Asl unica è stata presa in merito, è bene ricordarlo, la sede della nuova azienda sanitaria, che sarebbe affiancata dai due poli ospedalieri di secondo livello, il Brotzu a Cagliari ed il Santissima Annunziata a Sassari, che manterrebbero la loro autonomia e garantirebbero tutte le specialità, non sarà il capoluogo isolano, ma Sassari (ed anche l’ipotesi Nuoro non sarebbe completamente da scartare).
«La sanità è piena di professionisti bravissimi e quindi non abbiamo scuse. Però dobbiamo riformare il sistema perché è proprio l’organizzazione che funziona male. E uno dei motivi per cui funziona male è che c’è troppo frazionamento territoriale e non c’è stato abbastanza governo centrale per garantire standard uniformi in tutta la regione», aveva detto Pigliaru la settimana scorsa. «Al di là della discussione Asl unica o no, non c’è nessun dubbio che serva un controllo centrale molto più sistematico che garantisca standard di qualità, appropriatezza delle erogazioni dei servizi. Un sacco di cose che nessuno in questi anni ha fatto ci hanno portato al risultato che abbiamo servizi di qualità non soddisfacente e costi altissimi. Certamente questo implica anche molta più centralizzazione in alcune funzioni del sistema sanitario e questo vuol dire un numero di asl molto ridotto. Ho una mia opinione ma questa si confronterà con quella della maggioranza».








