Venerdì Santo a Sassari, centinaia di fedeli alla processione nel centro storico

La sosta di fronte al duomo (video). E la mattina di Pasqua ultimo momento dei riti della Settimana Santa con S’Incontro in piazza Santa Caterina

La Deposizione (S’Iscravamentu) nella chiesa della Trinità

Sassari. Il rito della Deposizione (S’Iscravamentu) nella chiesa della Trinità e la processione con il Cristo Morto e la Via Crucis hanno caratterizzato la serata del Venerdì Santo anche a Sassari. Momenti che richiamano una tradizione isolana che affonda le radici nel Medioevo, poi rivista nei secoli della dominazione origine iberica. Una sintesi che ha così prodotto un risultato quanto mai suggestivo che viene ripreso in tutta la Sardegna.

La giornata del Venerdì Santo si è aperta con la processione della Madonna dei Sette Dolori, che ha attraversato il centro città.

Nel tardo pomeriggio, nella chiesa della Santissima Trinità, è stata celebrata l’azione liturgica con la lettura del “Passio” dal Vangelo di Giovanni e l’eucarestia. Il momento culminante è stato il rito della Deposizione (S’Iscravamentu) del Cristo morto. Il pregevole simulacro ligneo del XV secolo, con le braccia mobili, uno degli esempi più belli presenti in Sardegna, è stato prima issato sulla croce al centro della chiesa e poi deposto da due figuranti che interpretavano Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo.

Verso le 19 è partita la processione guidata dal babbarrottu (con cappuccio bianco e croce di legno) per la Via Crucis per le vie della città, a cura dell’Arciconfraternita di Santa Croce e del Gonfalone, guidata dal priore Armando Fazzino, coadiuvato dal prefetto della processione Cristian Zedda. Intorno alle 20 il passaggio sotto al Duomo, con la croce e i simulacri di San Giovanni, di Cristo deposto e della Madonna Addolorata presi in consegna dall’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte (composta esclusivamente da confratelli appartenenti alle antiche famiglie nobiliari sassaresi e vestiti con il tradizionale e caratteristico saio e cappuccio nero, abito che in passato veniva indossato quando si accompagnavano al patibolo i condannati a morte) e dai volontari del CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta).

La sosta sulla scalinata del duomo per la meditazione dell’arcivescovo Saba

Dalla scalinata di San Nicola, l’arcivescovo di Sassari, monsignor Gian Franco Saba, ha proposto ai tanti fedeli presenti (alcune centinaia) una meditazione. «Nel dolore di Gesù reietto – ha detto Saba –, vogliamo pensare ai reietti della terra, della storia, in particolare a chi vive le situazioni di guerra. Le contrapposizioni tra culture, etnie, religioni e persone generano situazioni di morte. Cristo continua ad essere reietto ogni volta che un missile distrugge una persona, una famiglia, bambini, donne, uomini. Viviamo un momento in cui Cristo soffre nei deboli, nei fragili, continua ad essere reietto. Cristo si nasconde dietro il volto dell’affamato, dell’assetato, dell’ignoto, del migrante, del forestiero, del bambino, del morente». Temi di stretta attualità quindi, ma anche un pensiero rivolto a Sassari. «Vogliamo che la nostra società, il nostro territorio, sappia guardare ai tanti reietti presenti anche qui. Persone che muoiono nel silenzio, nell’abbandono, persone che mancano di tanto, persone che muoiono di morte violenta, persone che perdono totalmente la speranza e si tolgono la vita», ha detto ancora l’arcivescovo di Sassari, che al termine del suo intervento ha impartito la benedizione.

La sosta nella chiesa di San Giacomo

Subito dopo altra sosta nella chiesa di San Giacomo, di fronte al Duomo. La processione, accompagnata dalla Banda musicale “Giuseppe Verdi”, è proseguita verso le chiese delle Monache Cappuccine, di Sant’Antonio Abate e della Santissima Trinità.

I riti legati alla Settimana Santa si concluderanno oggi, con l’incontro (s’Incontru) tra il Cristo Risorto e la Madonna. Intorno alle 10,30, le due processioni, partite alle 10 dalla Trinità e dai Servi di Maria, insieme ad una rappresentanza dei Gremi, si ritroveranno in piazza Monsignor Mazzotti (aggiornamento: piazza Santa Caterina) per poi dirigersi verso il duomo di San Nicola dove l’arcivescovo presiederà il solenne pontificale.

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