Una Dinamo troppo brutta per essere vera
L’inguardabile prestazione fornita contro Scafati ha sorpreso in negativo sia tifosi che addetti ai lavori. Serve cambiare subito registro
Troppo brutta per essere vera, specialmente alla luce di quanto fatto vedere in precampionato. La sconfitta casalinga all’esordio in campionato ha sorpreso e lasciato senza parole un pochino tutti, dall’allenatore ai tifosi sugli spalti. Ci si era probabilmente un pochino illusi dopo le confortanti prestazioni in precampionato, si erano visti dei concetti di gioco ben precisi, si era potuta ammirare una squadra che, seppur non ancora al top, aveva mostrato un’identità forte e riconoscibile, una squadra che aveva cancellato dalla memoria quella Dinamo brutta e inconsistente della scorsa stagione.
Ma ecco ciò che non ti aspetti, una squadra molle e senza carattere e resilienza, con un atteggiamento totalmente al polo opposto rispetto a quanto mostrato di recente. Una squadra che avrebbe dovuto si migliorare i meccanismi offensivi, trovando maggior incisività e personalità da alcuni suoi uomini, ma che aveva basato sulla difesa la sua certezza, il suo punto di partenza imprescindibile. Esattamente ciò che è mancato contro Scafati e che finora non era mai mancato.
E’ proprio questo aspetto che ha spiazzato in primis coach Markovic, tradito a tutti gli effetti dai suoi uomini. Incidente di percorso o cosa? Tensione e pressione per la prima in casa? Tutto è possibile, ma di sicuro c’è che, una partenza con sconfitta non se la aspettava nessuno, tanto meno contro una squadra come Scafati, forte per carità e degna di rispetto e considerazione, ma molto corta nelle rotazioni.
Ci sarà tempo per rifarsi, siamo solo alla prima giornata e non è giusto mettere subito a processo i diretti interessati, ma il concetto è bene chiarirlo da subito, di sicuro quest’anno il campionato sarà molto difficile, l’asticella si è alzata e non di poco e se Scafati che non è Milano (prossima avversaria di Cappelletti e compagni) viene a Sassari a banchettare, il campanello d’allarme è bene che suoni subito e lo schiaffone ricevuto serva da lezione.
Questa squadra ha iniziato a lavorare prima delle altre per via degli impegni del girone di qualificazione della Champions e onestamente era auspicabile partire con tutt’altro piglio. Ad allenatore e giocatori il compito di analizzare cosa non ha funzionato e dimostrare immediatamente sul campo che si è trattato di un incidente di percorso, il resto conta poco e le parole stanno a zero.
Aldo Gallizzi








