Un concerto contro la desertificazione

Inedita accoppiata musica-scienza. Il Conservatorio Canepa, il Nucleo Ricerca sulla Desertificazione dell’Università e la Corale Canepa nel cortile interno in piazzale Cappuccini

 

OrchestraGiovanileConservatorio.jpgSassari. Con una inedita accoppiata musica-scienza, il Conservatorio Canepa di Sassari e il Nucleo Ricerca sulla Desertificazione dell’Università celebreranno venerdì 12 giugno alle 19 con un concerto dei 50 ragazzi dell’Orchestra Giovanile della Sardegna: la “Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione” organizzata dall’Onu il cui tema quest’anno è sintetizzato dallo slogan “Nessuno dà niente per niente: investi nella salute del suolo”. La Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla Desertificazione, unico strumento internazionale giuridicamente vincolante dal 1996 in materia, ha come scopo “proteggere, ripristinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, per arrestare il degrado dei suoli e la perdita di biodiversità”.

Il progetto musicale del Conservatorio Canepa finalizzato alla formazione orchestrale di giovanissimi musicisti tra i 6 e i 17 anni, prevede da anni l’attuazione di nuovi programmi con orchestrazioni di difficoltà specifica e progressiva. Alcuni dei brani in programma – originali, trascritti o arrangiati da Francesco Milita – hanno per tema la gestione sostenibile dell’acqua, come “Chiudi bene il rubinetto” scritto da Sante Maurizi, coordinatore della serata che avrà inizio nel cortile interno del Conservatorio in piazza dei Cappuccini.

Sono previsti gli interventi del direttore del Conservatorio Antonio Ligios, del sindaco di Sassari Nicola Sanna, dell’assessore regionale all’Ambiente Donatella Spano, del prorettore dell’Università di Sassari Omar Chessa, di Luciano Gutierrez, Pier Paolo Roggero, Oumelkheir Belkheiri e Djangsou Hagassou del Nucleo Ricerca sulla Desertificazione. Partecipa il Coro di voci bianche della Corale Luigi Canepa.

La desertificazione arriva anche in Italia e in Sardegna. Oltre 800 milioni di esseri umani non hanno cibo a sufficienza, e la quasi totalità vive nei paesi in via di sviluppo. Sconfiggere la fame richiede cooperazione, impulso allo sviluppo economico dei paesi più poveri, gestione delle ondate migratorie, delle calamità naturali e politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, che riguardano anche i paesi più sviluppati. L’innalzamento delle temperature provoca lo scioglimento dei ghiacciai, l’aumento del livello del mare, maggiori tempeste tropicali e piogge intense, frequenti ondate di calore estivo e siccità. La riduzione delle piogge provoca la diminuzione delle riserve di acqua dolce con conseguenze sull’agricoltura e sulla disponibilità delle risorse idriche per la popolazione. L’aumento delle piogge intense aumenta il rischio idro-geologico. Alcuni di questi effetti sono già percepibili in Italia e in Sardegna. È necessario adottare azioni di mitigazione per ridurre le emissioni di gas serra, ma occorre anche prepararsi al cambiamento, attraverso azioni di adattamento che riducano la vulnerabilità dei territori e della società. È questo l’ambito nel quale opera il Nucleo Ricerca Desertificazione dell’Università di Sassari, centro interdipartimentale che partecipa da vent’anni a diversi progetti nell’isola e di cooperazione internazionale in Africa, Asia e America Latina.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio