Stagione sinfonica del de Carolis, stasera Enrico Bronzi
Al Teatro Comunale di Sassari il concerto conclusivo della rassegna. Sul palcoscenico il celebre violoncellista. In programma musiche di Mozart e Haydn

Sassari. Si conclude oggi, venerdì 19 maggio, alle 20, al Teatro Comunale di Sassari la stagione sinfonica dell’Ente Concerti De Carolis. Protagonista della serata il celebre violoncellista Enrico Bronzi, nella veste anche di direttore dell’orchestra dell’Ente. In programma l’Ouverture dalle Nozze di Figaro di Wolfgang Amade’ Mozart, il Concerto per violoncello n. 2 in re maggiore di Franz Joseph Haydn e, nella seconda parte, un altro capolavoro mozartiano, la Sinfonia n. 41 in Do Maggiore K551 “Jupiter”.
Enrico Bronzi suona un violoncello Vincenzo Panormo del 1775. Importanti le tappe della sua carriera internazionale. Ha suonato in prestigiose sale come Carnegie Hall e Lincoln Center di New York, la Philharmonie di Berlino, la Konzerthaus di Vienna, il Mozarteum di Salisburgo e il Teatro Colon di Buenos Aires. La sua ricca esperienza da solista l’ha portato a imporsi in importanti concorsi internazionali e collaborare con grandi artisti come Martha Argerich, Alexander Lonquich, Gidon Kremer e complessi quali il Quartetto Hagen, la Kremerata Baltica, Camerata Salzburg. L’attività da solista di Enrico Bronzi si affianca a quella, altrettanto intensa con il Trio di Parma, ensemble che ha fondato nel 1990. Bronzi non è solo un attivissimo musicista ma anche un insegnante dell’università Mozarteum di Salisburgo e un divulgatore in ambito musicale. L’artista trasporta questa sua vocazione anche nelle serie concertistiche di cui è direttore artistico, tra cui gli Amici della Musica di Perugia.
«Sono molto soddisfatto del lavoro svolto in questi giorni con l’orchestra de Carolis – dice Bronzi –. Essere chiamati come in questo caso a svolgere il doppio ruolo di direttore e solista consente di ricreare una dimensione musicale cameristica, fondata sull’ascolto reciproco, il risultato di queste interazioni, di questo dialogo tra strumenti credo sia un valore aggiunto anche per il pubblico che ci ascolta. L’orchestra viene da un lavoro molto vicino alla mia sensibilità».








