Palazzo Ducale, interviene il segretario cittadino del Pd
Fabio Pinna al sindaco Nicola Sanna: «Valuti con maggiore attenzione quanto accade intorno prima di lanciarsi in dichiarazioni che possono nuocere. Rilancio l’invito alla moderazione ed all’attenzione»

Sassari. «Abbiamo lavorato in maniera intensa in questi giorni per avviare un percorso di ricucitura di uno strappo che si era consumato fin dal primo giorno del varo dell’esecutivo che ancora governa la città e che vedeva esclusa la rappresentanza dell’85 per cento del gruppo consiliare del Pd. La storia dei mesi successivi non può consentire di definire quella scelta, per chiunque abbia una minima onestà intellettuale, come un esempio di architettura politica. Nonostante il mai celato malcontento determinato da questa falsa partenza politica e dalla non condivisione di alcune scelte fatte dalla Giunta, bisogna dare atto della grande prova di responsabilità che il Pd ha dimostrato in questi mesi. Mai una volta, dal gruppo Pd, è stato fatto mancare il voto favorevole in Consiglio e nelle Commissioni, mai una volta un atto importante per la città è stato ostacolato, ritardato in maniera pretestuosa o bloccato». È quanto scrive il segretario cittadino del Partito Democratico Fabio Pinna, che commenta così le dichiarazioni e tutte le ricostruzioni apparse sui mezzi di informazione in questi giorni relativamente a quanto accaduto martedì pomeriggio a Palazzo Ducale in occasione dell’elezione del nuovo comandante della Compagnia barracellare.
«Respingo con vigore le accuse rivolte al gruppo consiliare del Pd – prosegue Fabio Pinna – ed avverto: solo ultimamente si sono effettivamente registrate le prime condizioni per archiviare gli effetti del nefasto passo falso iniziale e non possono ritenersi accettabili tentativi di boicottaggio di alcun genere. Lo dico e penso perché stupisce che proprio ora si riaccendano gli animi, utilizzando, secondo me troppo frettolosamente, la vicenda della votazione del comandante dei barracelli. Tutti gli attori che siedono a Palazzo Ducale e negli organismi del Partito hanno responsabilità nella gestione di questa interminabile vicenda. Ma non tutti hanno lo stesso livello di responsabilità. C’è chi, un sindaco così come un segretario di partito, deve con maggiore attenzione valutare le ricadute che le proprie reazioni possono avere. Per questo trovo necessario invitare per primo il sindaco a mantenere quella calma necessaria fino alla fine, valutare con maggiore attenzione quanto accade intorno prima di lanciarsi in dichiarazioni che possono nuocere, piuttosto che giovare alla causa. Per esempio, ritornando al casus belli di queste ultime ore, nelle dinamiche di un voto segreto, tra l’altro non politico, non è possibile attribuire con certezza a tutto uno specifico gruppo consiliare un determinato risultato, degenerare poi nel definire delegittimati tutti i rappresentanti di quel gruppo, far calare ombre e sospetti che vengono poi mal gestiti da chi può anche non avere la necessaria cultura politica per farlo. Trovo sbagliato caricare di un così elevato significato politico questo episodio, tardivamente e a posteriori rappresentato come un voto di fiducia al sindaco, invece che per quello che è stato, cioè un voto del Consiglio da esprimere secondo coscienza e fuori dalle dinamiche politiche di maggioranza».
«Perciò – conclude il segretario cittadino del Pd – rilancio l’invito alla moderazione ed all’attenzione, prego anche il sindaco di governare i processi di questi giorni con maggiore equilibrio e sobrietà, avendo ben presente che poi, se tutto brucia, compresi i pompieri che tentano di spegnere il fuoco, non saprei come si possa salvare la casa nella quale poi tutti dovranno trovare giusta dimora».





