Nasce l’Unione dei Comuni del Nord Ovest Sardegna
Le otto amministrazioni della vecchia Rete Metropolitana danno vita al nuovo ente, che consentirà di accedere a una diversa linea di finanziamento
Sassari. «Non far perdere al territorio, che in questi anni ha saputo lavorare all’unisono e andare oltre le appartenenze politiche per ragionare di sviluppo in termini di area vasta, la possibilità di intercettare fondi e finanziamenti ai quali non possono ambire né i singoli Comuni né la Città Metropolitana». Con questa dichiarazione d’intenti i sindaci della Rete metropolitana hanno deciso di dare vita all’Unione dei Comuni del Nord Ovest Sardegna e non disperdere l’esperienza fatta finora. La decisione, già ratificata degli organi consiliari di ciascun ente aderente, è stata formalizzata nel corso della riunione ospitata nella sala delle adunanze di Palazzo Ducale. Erano presenti i sindaci di Sassari, Giuseppe Mascia, di Alghero, Raimondo Cacciotto, di Castelsardo, Maria Lucia Tirotto, di Porto Torres, Massimo Mulas, di Sennori, Nicola Sassu, di Sorso, Fabrizio Demelas, di Stintino, Rita Vallebella, e di Valledoria, Marco Muretti.
L’Unione dei Comuni prenderà dunque il posto della Rete metropolitana, l’organismo nato nel 2016 (il primo presidente, secondo lo statuto, è stato Nicola Sanna, primo cittadino sassarese) anche per sopperire alla mancata attivazione della Città metropolitana, che è invece entrata in funzione a pieno regime nell’autunno del 2025. Nei mesi precedenti all’avvio del nuovo ente metropolitano che ha sostituito la Provincia di Sassari e in quelli che sono seguiti, i sindaci hanno sempre dichiarato di non voler negare all’area costiera le stesse possibilità di cui godono tutti gli altri Comuni del territorio in quanto aderenti alle varie Unioni dei Comuni. Lo stesso Giuseppe Mascia, sin dal suo discorso di insediamento come sindaco metropolitano, aveva annunciato l’intenzione di non mandare in soffitta la Rete, ma di tenerla in vita, garantendosi la capacità di accedere a finanziamenti ad hoc, come quelli della programmazione territoriale. «L’obiettivo è proprio di non perdere l’occasione che ha rappresentato in questo senso la Rete metropolitana, ma evitando ogni sovrapposizione con la Città Metropolitana, all’interno della quale lavoreremo alla programmazione strategica di tutta l’ex Provincia insieme agli altri sindaci del territorio», spiega Mascia.
I Comuni che fanno parte dell’Unione potranno gestire insieme diverse altre funzioni, come i servizi per i cittadini, i lavori pubblici e la promozione territoriale. L’ente avrà sede a Sassari e sarà presieduto da uno dei sindaci, eletto dall’assemblea composta da tutti i primi cittadini delle amministrazioni aderenti. E sarà la stessa assemblea a eleggere anche gli altri due componenti della giunta.

«L’Unione dei Comuni non sarà un ente che andrà ad intercettare fonti di finanziamento tipiche della Città Metropolitana, ma seguirà un canale diverso pur lavorando sulla programmazione. Se avessimo portato tutta la Rete nella Città Metropolitana innanzitutto ne avremmo ingolfato la struttura. Ma poi la Città avrebbe potuto accedere a finanziamenti riservati alle Unioni. Così invece manteniamo distinti i due canali di finanziamento, che sono differenti», aveva spiegato mercoledì scorso Giuseppe Mascia alla Conferenza metropolitana riunita nella sala Sciuti del palazzo della Provincia per l’approvazione del Rendiconto 2025 e per il sì alla nuova Unione dei Comuni, espresso all’unanimità. La stessa procedura era stata poi ripetuta il giorno successivo dal Consiglio comunale, che aveva dato il suo sì, sempre all’unanimità. «La nuova Unione dei Comuni del Nord Ovest parteciperà alla programmazione territoriale. Non prenderemo due fette della stessa torta. Abbiamo diversi progetti che devono trovare allocazione precisa. Per esempio, la rotatoria di piazzale Segni, i milioni da programmare sul sistema delle valli, un milione per l’ex Chiarella e poi l’ex Carmelo. Abbiamo insomma diversi progetti fermi che devono trovare sviluppo. La Regione dice a breve saranno messi a disposizione cospicui finanziamenti per le Unioni. E noi non vogliamo lasciare alcunché, non abbiamo goduto dell’enormità di finanziamenti arrivati ad altri territori. Infine, voglio evidenziare che divenendo pienamente unione dei comuni la presidenza sarà votata e non sarà automatica per il sindaco di Sassari».









