Ballottaggio Primarie – Nicola Sanna
Tre domande al candidato che al primo turno delle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco di Sassari ha avuto il 24,8 per cento dei consensi, secondo tra i cinque aspiranti primi cittadini
Nicola Sanna è nato a Bochum (Germania) nel 1963. Laureato in Agraria, è stato presidente dell’Ordine dei dottori agronomi. Tra il 1989 ed il 1990, per appena sei mesi, la prima esperienza in politica: consigliere comunale per il Pci. Funzionario Ersat-Laore, già capo di gabinetto dell’Assessorato regionale dell’Ambiente (2008-2009), nel 2009 è diventato assessore comunale alle Politiche Abitative. Dal 2010 è assessore comunale alla Programmazione, Bilancio, Tributi, Personale e Politiche Abitative.
Perché i sassaresi dovrebbero scegliere lei al ballottaggio di sabato?
«Perché rappresento la nuova generazione politica che ha maturato esperienza di governo sufficiente per imprimere un nuovo stile, basato sull’effettiva partecipazione dei cittadini alle decisioni operative e strategiche della città».
Parliamo di programmi. Questa settimana è servita anche per cambiare qualcosa, dopo avere ascoltato cittadini e associazioni di categoria?
«I dodici punti presentati nei giorni scorsi sono il frutto di una consultazione con la cittadinanza: Amministrazione partecipata, Città che viaggia alla velocità delle pari opportunità, Nurra ed Agro: polmoni verdi della città più agricola della Sardegna, Città dei bambini e dei giovani costruita sulla coesione sociale, Città del lavoro, Tutelare il diritto all’accesso all’informazione, Rifiuti, Trasparenza, Città della ricerca, patrimonio storico-culturale, Mobilità sostenibile, Pianificazione urbanistica. Si tratta di argomenti che adesso si sono arricchiti anche dei contributi di altri cittadini, raccolti dai colleghi che, nei giorni scorsi, hanno deciso di sostenermi al ballottaggio per le primarie. Una sintesi di programmi e progetti che nascono dal basso, dalla partecipazione e dalla condivisione dei sogni e dei bisogni».
Il primo turno è stato indubbiamente un successo sul piano della partecipazione. Sabato sarà un’altra giornata positiva per la democrazia. Le primarie sembrano funzionare. È d’accordo?
«Le primarie sono diventate l’unico strumento in mano ai cittadini democratici per determinare le scelte su uomini e donne, e relativi programmi che essi interpretano. Se non vengono tradite dai giochi di palazzo, rappresentano il rinnovato rapporto di fiducia tre le istituzioni democratiche e il popolo italiano».







