Soru: Inutile il referendum sulle trivelle
Dal Pd libertà di coscienza sul voto in Sardegna. La replica di Ganau: «Ancora una volta il segretario regionale ha perso l’occasione per fare una sintesi corretta»
Oristano. «Questo referendum è doppiamente inutile per la Sardegna, dove non ci sono piattaforme marine per l’estrazione di petrolio e gas e perché non dice nulla sulle trivellazioni in terraferma che il Pd ha già bocciato». È quanto ha rimarcato sabato a Oristano il segretario regionale del Pd ed europarlamentare Renato Soru, intervenuto durante la direzione regionale del partito dedicata al Referendum del 17 aprile. Lo scorso giungo la direzione votò un documento, nel quale si traccia il percorso verso l’affrancamento dalle energie combustibili fossili con un decennio di anticipo rispetto al traguardo indicato dall’Ue. «Non vi devono essere dubbi sul nostro atteggiamento nei confronti dell’ambiente: la Sardegna cerca un destino carbon free». Ma «il tema non è trivelle si o trivelle no. Il tema è se siamo a favore di uno sbocco ambientale in un periodo non troppo lontano in cui mettiamo al bando un certo modo di fare energia. Per intenderci, noi siamo per l’affrancamento dalle trivelle sia in mare che sulla terraferma».
Le Regioni «avrebbero dovuto trovare una mediazione col Governo in un’ottica di leale collaborazione. Perchè è evidente che siamo per il sì se pensiamo alle rinnovabili, ma siamo per il no se in futuro saremo condizionati all’acquisto di idrocarburi dall’estero, in quantità eguali o superiori a quelle estratte in Italia e senza le garanzie e i controlli attualmente vigenti nel nostro paese». Secondo il segretario, che ha poi ufficializzato la linea della libertà di coscienza sul voto del 17 aprile, lo strumento referndario non è quello più adatto a rappresentare la complessità delle politiche ambientali e di come definire un periodo di transizione dalle politiche energetiche tradizionali a quelle più avanzate: «Questo quesito è talmente mal posto che ci sta il si e ci stà il no e ci sta anche se non si va a votare. La non partecipazione è una scelta legittima che ha già fatto parte delle decisioni dei partiti storici ed è stata recentemente sposata da illustri studiosi come Zagrebelsky e Rodotà».
La replica di Ganau. «Stupisce che il segretario regionale del Pd intervenga a soli quindici giorni dal voto sui temi trivelle e politiche energetiche, considerato che i Consigli regionali lo hanno sollevato già a suo tempo, proponendo i referendum e richiamando il Governo ad un confronto ben sei mesi fa. Così come stupisce che un ex presidente della Regione non comprenda le ragioni che hanno spinto le assemblee regionali a rivendicare il proprio ruolo, la propria autonomia decisionale e la coerenza su un tema così delicato come quello energetico». Il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau replica alle dichiarazioni rilasciate dal segretario Dem, Renato Soru, al termine dell’incontro di Oristano. «Evidentemente non posso condividere che il segretario regionale – aggiunge il massimo rappresentante dell’assemblea sarda – definisca inutile la consultazione referendaria del prossimo 17 aprile. Non si può sostenere che siccome in Sardegna non ci sono piattaforme in mare, il futuro e lo sviluppo energetico del nostro Paese non ci riguardi. I sardi devono poter scegliere e dire la loro su un argomento così importante che andrà necessariamente a condizionare il loro futuro e quello dei propri figli. Temo – conclude Ganau – che ancora una volta il segretario regionale abbia perso l’occasione per fare una sintesi corretta della discussione che si è sviluppata in direzione, in modo ampio e rispettoso delle reciproche posizioni. La dice lunga la sensibilità dimostrata al tema con la richiesta di convocazione dell’assemblea regionale del Pd, il giorno prima delle votazione referendaria».




