Scuola civica di musica e Iscola ‘e Otieri pro sos cantadores rap
Concluso il worshop promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ozieri. Nasce un corso poetico, musicale e creativo in limba sarda per i rapper della Sardegna
Ozieri. È su binari culturali e musicali innovativi chenei giorni scorsi si è concluso il worshop “La Scuola Civica di Musica in Rap”, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ozieri, Servizio Programmazione Turistica, Pubblica Istruzione e Sport, in collaborazione con la Civica del “Monte Acuto” diretta da Ugo Spanu e l’Associazione Arte in Musica presieduta da Michele Costanzo, e animato dai “Menhir”. L’avevano già capito gli antichi Greci che la parola poteva essere utilizzata con modalità assai efficaci nei confronti dell’ascoltatore, modificando gli elementi musicali. La chiamarono prosodìa: pros odè, al posto del canto. «Nel Rinascimento – spiega Antonio Deiara, che si è occupato di codice prosodico nel Workshop – Vincenzo Galilei, padre di Galileo, componente della “Camerata De’ Bardi” che intendeva far rinascere il Teatro Greco col “Recitar cantando”, raccomandava di osservare “I Zanni”, artisti di strada, e il loro modo di pronunciare le parole. Il regista teatrale russo Stanislavskij, agli aspiranti attori richiedeva la declamazione della frase “Questa sera” in cinquanta modi diversi. Negli anni oscuri nei quali non pochi sardi si vergognavano di utilizzare la lingua sarda, quest’ultima si è nascosta nella poesia e nella musica, cioè nella canzone».
Ozieri è la patria del Premio omonimo di Letteratura Sarda, ideato dall’indimenticabile maestro Tonino Ledda, e della “Scuola Internazionale per Armonizzatori e Direttori di Cori Tradizionali Sardi”. Ecco allora la sinergia col Premio Ozieri, che si è concretizzata con l’intervento del segretario Antonio Canalis agli incontri con i rappers e una visita di questi ultimi al Centro di Documentazione del Premio. Il progetto si salda con l’esperienza della “Biennale Ozieri” per Cori Tradizionali Sardi, che in giuria, da un trentennio, per valutare la qualità poetica dei brani inediti proposti dai Cori si affida proprio a un poeta. Il Workshop ha registrato la presenza di diciotto partecipanti che hanno interagito con Alessandro Gaia “Kingaieé” e Marco Moro “Momak”, presentando le loro composizioni e condividendo scoppiettanti momenti di free style. Si è discusso di progetti di vita artistica e anche di telefonini, totem dei giovani di oggi: «Viviamo in un cellulare? La nostra vita è dentro un cellulare? – ha chiesto in modo diretto Kingaieé agli aspiranti rapper –. Bisogna interagire con gli altri. Al tavolo di un ristorante, ognuno col proprio cellulare, che fate, non parlate ma chattate?». Sono state impiegate tre lingue: sardo, italiano e inglese. «Le strutture musicali utilizzate nel rap – conclude Deiara – non di rado sono assai deboli in termini melodici ed armonici; a questo punto è possibile affermare che le composizioni dei rapper siano fondamentalmente di competenza dei poeti. Ma non mi arrendo, credo sia utile insegnare la musica a chi si occupa di una forma di linguaggio tanto vicina a tanti giovani». Il nome del nuovo indirizzo di istruzione è già pronto: “Iscola ‘e Otieri pro sos Cantadores Rap”.







