A Sassari una rete di parcheggi di interscambio
Sorgeranno a ridosso del centro. Potrà essere qui lasciata l’auto per poi raggiungere il cuore della città con navette elettriche. La spesa prevista è di circa due milioni e mezzo di euro
Sassari. “Porte della città – rete. Sistema intercomunale di parcheggi e mobilità sostenibile” è il piano con cui l’Amministrazione comunale di Sassari sta studiando una rete di parcheggi di interscambio a ridosso dei quartieri centrali. Il concetto alla base dell’intervento è disincentivare il ricorso all’automobile per raggiungere il cuore della città. Grazie all’utilizzo dei mezzi pubblici, i parcheggi di interscambio diventerebbero così una soluzione per abbattere traffico e inquinamento. Il progetto portato avanti da Palazzo Ducale negli ultimi anni è insomma legato strettamente alla mobilità sostenibile. Il capoluogo è il comune capofila di un più ampio programma, che vede il coinvolgimento di tutti e sette i comuni dell’Area vasta del nord ovest della Sardegna e che è inserito nei Piani Integrati di Sviluppo Urbano (P.I.S.U.), definiti nell’Asse V del POR FESR 2007-2013. L.R. n.3/2009 e DGR n.45/5 del 6/10/2009.
Per Sassari esiste già uno studio di fattibilità approvato dalla Giunta lo scorso novembre. Per questo e per il progetto preliminare, già messo a bando ed il cui iter si chiuderà a breve, il Por 2007-2013 ha messo a disposizione poco più di 250 mila euro (173 mila euro arrivano tramite la Regione, il restante 30 per cento è a carico dei comuni dell’Area vasta). Per il progetto preliminare sono destinati, in particolare, 120 mila euro. La seconda fase vedrà l’approvazione dei progetti definitivo ed esecutivo. Poi si dovrà lavorare per recuperare i finanziamenti per la realizzazione dei parcheggi, anche facendo ricorso a soluzioni come il project financing.
Ma dove dovrebbero sorgere i nuovi parcheggi di interscambio? «L’idea è che siano punti di sosta che fungano da porte della città. In origine, il primo studio ipotizzava tre aree in cui realizzare altrettanti multipiano: la zona cimiteriale, poi quella dell’ex Consorzio agrario (a ridosso di Tanit) ed infine una terza, molto grande, sul retro dell’ippodromo e quasi confinante con via Vienna. Quest’ultima sarebbe risultata la più costosa, perché il silos sarebbe potuto sorgere su un’area in parte pubblica ed in parte di un privato, con conseguente necessità di procedere con l’esproprio e anche con una variante al Puc per una riclassificazione. Inoltre, nel frattempo è stato realizzato il parcheggio del Dipartimento di Veterinaria», ha spiegato giovedì pomeriggio l’assessore alle Politiche della Mobilità ed alle Infrastrutture Luca Taras ai consiglieri della Commissione Urbanistica presieduta da Marco Manca (Sel). Problemi anche per gli altri due parcheggi, che sarebbero sorti dentro l’area di salvaguardia dei 50 metri dal camposanto. Ma gli ostacoli principali, negli anni, sono diventati quelli dei costi delle strutture. Meglio allora procedere con la soluzione dei parcheggi a raso. Da un costo iniziale previsto in 20 milioni di euro si è scesi così a due milioni e mezzo.
Il nuovo studio di fattibilità ha valutato i carichi veicolari a raggiera rispetto all’area urbana ed ha individuato altre aree, intese sempre come porte di ingresso alla città, a cui sono state aggiunte ulteriori soluzioni proposte dalla Giunta comunale. Una è su viale Italia, per chi arriva da sud: con tre parcheggi, in via Mosca-via Rockefeller, in via Washington (di fronte ai Carabinieri) e in via Washington (di fronte alla parrocchia di San Giovanni Bosco). Un’altra dalla strada per Alghero, con l’area parcheggi a ridosso del cimitero, ma solo quella dell’ex Consorzio agrario (è questa la soluzione C, ovvero della Giunta: lo studio propone altre due soluzioni, A e B, non accolte dall’esecutivo, che lasciano i parcheggi dell’Ippodromo, in un caso, e del cimitero in entrambi, con cifre finali differenti: 2 milioni e 129 mila euro e 1 milione e 865 mila). Infine l’area di via Ortobene, per chi arriva dalla Buddi Buddi. Qui un parcheggio a raso esiste già: si tratterebbe di adeguarlo alla linea della metropolitana di superficie il cui secondo lotto è già previsto passi a ridosso. Ma nel programma rientrerebbero anche altre “porte di accesso” esistenti. Come le aree di via Pirandello (sempre per chi arriva dalla Buddi Buddi o da Sorso-Sennori) e di piazzale Segni. Scartata invece l’area ipotizzata a Li Punti, in particolare a Baldinca, che dallo studio è emerso risultare troppo distante dal centro cittadino per essere considerata area di scambio. E in ogni caso il tratto di metro che arriverà qui è ancora da finanziare.

Una volta realizzati o adeguati i parcheggi rimane però da risolvere il problema dei collegamenti con il centro. Il costo di due milioni e mezzo di euro coprirebbe anche l’acquisto di navette da utilizzare per portare gli utenti. Sono state studiate tre linee, con un tempo di collegamento con il centro di circa 15-20 minuti. Sarebbero mezzi elettrici, tutto quindi all’insegna del risparmio e della mobilità sostenibile. Non solo. Nelle aree soste verrebbero anche installati dei totem, con colonnine collegate ad impianti fotovoltaici collocati su apposite pensiline e destinate alla ricariche di auto elettriche, oltre che degli stessi autobus.
Per il momento lo studio ed il progetto preliminare non comprendono strutture di supporto, come bar o punti di ristoro. In diverse di queste aree in realtà ci sono già attività che garantiscono questi servizi. Occorrerà inoltre intervenire sulle indicazioni stradali predisponendo pannelli informativi all’ingresso della città.
Su questi punti i commissari, soprattutto del centrosinistra, hanno fatto domande all’assessore Taras, che ha chiarato i dubbi esposti. Perplesso invece il consigliere Nicola Lucchi (Sassari è). «Io la macchina in via Pirandello non la lascio! È troppo lontana dal centro. E se devo fare la spesa vado direttamente a Predda Niedda. Certo, posso andare al centro storico per prendere due etti di prosciutto da Mangatia. Ma la mentalità del sassarese è di portarsi la macchina vicino. Ecco perché ritengo che l’idea di parcheggio di scambio sia superata ed è contraria alla politica seguita dall’Amministrazione nell’ultimo decennio di costruire parcheggi al centro, come è stato finora fatto». «È pacifico che oggi neanche io lascerei la macchina in via Pirandello. Ma con tutti i servizi sarà diverso», ha replicato l’assessore. (Luca Foddai)





