‘Sassari ha i requisiti per diventare Città metropolitana’
Alla direzione regionale del Pd Carla Fundoni ha letto un documento del gruppo consiliare a Palazzo Ducale. «Se le rivendicazioni dovessero rimanere inascoltate si creerà una disparità senza precedenti»

Oristano. Eppure qualche voce dissonante a Oristano, alla direzione regionale del Pd che si è conclusa di fatto con la conferma del progetto di riforma degli enti locali definito dalla Giunta regionale, si è sentita. Era quella della consigliera comunale Carla Fundoni, che ha letto un documento a nome di tutto il gruppo consigliare democratico dell’Assemblea Civica sassarese. Di seguito il testo.
«Lo schema di riordino degli Enti Locali della Regione Sardegna predisposto dalla Giunta regionale che prevede, tra le altre cose, l’istituzione di una sola città metropolitana individuata a Cagliari e parte del suo hinterland, non prende in considerazione il fatto che anche altri territori della Sardegna posseggono i requisiti per ottenere l’istituzione della Città metropolitana. In particolare ci preme sottolineare come gruppo consiliare del Pd di Sassari, che ha il pesante compito di amministrare una città che da anni vive una crisi economica senza precedenti, che anche questo territorio e questa città hanno i requisiti per diventare Città metropolitana. La sua mancata istituzione aggraverebbe maggiormente la crisi economica e decreterebbe inesorabilmente il definitivo impoverimento di tutto il tessuto sociale, con gravi ripercussioni in tutta l’area del Nord Sardegna».
«La mancata attuazione di questo importante obiettivo comporterebbe per il Nord Sardegna il ridimensionamento o anche la soppressione di servizi fondamentali per la crescita di un territorio vasto e variegato come il nostro, con probabili ripercussioni su Istituzioni e presìdi di fondamentale importanza quali Università, Ospedali, Soprintendenza, Autorità portuale, Camera di Commercio, Corte d’Appello, Prefettura.
L’istituzione di una o più città metropolitane è una precisa volontà politica e il riconoscimento della Città metropolitana di Sassari è l’unico sistema per garantire un riequilibrio territoriale che dia forza ed impulso all’isola intera. Non si comprende la reale motivazione del perché non si voglia andare incontro a questo riequilibrio né tantomeno si comprende il perché si voglia rinunciare ad eventuali ulteriori occasioni di finanziamento e di sviluppo dedicati».
«La Sardegna in quanto Regione a Statuto Speciale può in maniera autonoma istituire le città metropolitane e decidere di darsi una programmazione che guardi ad un futuro per un’isola nella sua interezza, non creando diseguaglianze tra cittadini del sud e del nord o delle zone interne. La scelta strategica che si deciderà di mettere in campo si deve tradurre nella utilizzazione della città metropolitana stessa come ente territoriale capace di creare opportunità per uno sviluppo strategico del territorio, per la promozione e gestione integrata di reti di comunicazione, infrastrutture e servizi».
«Il Gruppo consiliare ed il Consiglio Comunale tutto ha votato all’unanimità una mozione sul tema che ci impegna e vincola ad essere promotori di un’attività di coinvolgimento ed aggregazione di tutte le componenti socio politiche al fine di creare le condizioni per la costituzione di un’ampia area metropolitana del nord Sardegna, non su un “modello ristretto” come indicato dalla Regione nel disegno di legge, ma esteso a tutta la provincia di Sassari compresa la Gallura. Se le rivendicazioni di questo territorio dovessero rimanere inascoltate si creerà una disparità senza precedenti che sancirebbe la desertificazione istituzionale del territorio con la conseguente impossibilità di attrarre risorse pubbliche nonché investimenti privati decretando in modo inequivocabile la marginalità di un territorio e con esso di tutta una comunità, quella del Nord Sardegna».
«Occorre quindi fare una proposta politica che sappia parlare all’intera Sardegna che non sia divisoria né tantomeno umiliante per alcun territorio. Una riforma che possa attraversare i territori tutti creando pari opportunità di sviluppo; una riforma che crei il rafforzamento dei contesti urbani, che preveda la partecipazione diretta alle risorse europee nonché il trasferimento delle funzioni provinciali. Una riforma che rappresenti in modo inequivocabile un’occasione, da non perdere, per creare sviluppo ed equità per la Sardegna tutta. È questa l’unica direzione ed opportunità che si dovrebbe intraprendere per contenere le conseguenze nefaste di un centralismo ormai superato e palesemente incapace di raccogliere le sfide del nuovo scenario politico ed economico europeo».





