Bronzetti nuragici in vendita a Londra e New York

Il deputato Mauro Pili (Unidos) presenta un’interrogazione al ministro Franceschini: «È vergognoso che nessuno faccia niente per impedire questo traffico di reperti archeologici rubati all’antica storia della Sardegna»

Bronzetto2Cagliari. «A Londra e New York svendono la civiltà nuragica e nessuno dice niente. Straordinarie statuette della più antica e segreta civiltà del Mediterraneo in vendita nelle gallerie internazionali senza che nessuno faccia niente per impedire questo traffico di reperti archeologici rubati all’antica storia della Sardegna. Tutto questo è semplicemente inaccettabile. È vergognoso che un Ministero dei Beni culturali si occupi di proporre farneticanti trasferimenti dei Giganti di Monte Prama al Quirinale e nel contempo non faccia assolutamente niente per impedire che pezzi pregiati e straordinari della civiltà nuragica vengano svenduti in giro per il mondo. Quello che pubblica la galleria Royal Athena e che in queste ore è stato riproposto nei siti internet dei trafficanti di opere archeologiche è la vendita di refurtiva. Non si può definire in altro modo considerato che nessuno poteva sottrarre alla Sardegna quel patrimonio archeologico che per 124mila euro si sta tentando di vendere sul mercato internazionale. È scandaloso che il Ministero dei Beni culturali, nonostante segnalazioni simili siano state fatte anche in anni passati, non abbia fatto assolutamente niente per fermare questo traffico vergognoso e illegale del patrimonio della civiltà nuragica. Tutto questo deve essere immediatamente fermato e perseguito».

Bronzetto1Lo ha chiesto il deputato sardo Mauro Pili che ha denunciato con un’interrogazione urgente al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini quanto sta accadendo in una galleria di beni archeologici tra Londra e New York. «Cinque straordinari reperti archeologici, dal prenuragico al nuragico, vengono impunemente venduti a cifre tra i 37 mila e i 6.500 dollari, per complessivi 124mila dollari con descrizioni di autenticità e datazione. E vengono persino indicate le provenienze. Si tratta di collezioni private che hanno sicuramente attinto da tombaroli e mercanti dell’archeologia nuragica sarda. Un patrimonio di inestimabile valore che viene impunemente lasciato alla mercé di trafficanti di civiltà nuragica senza che il ministero preposto intervenga su questa situazione».

«Nella fattispecie – scrive Pili nell’interrogazione – si chiede di procedere all’immediato recupero dei seguenti reperti detenuti dalla Royal Athena Gallery di Londra e New York: 1. GUERRIERO SARDO – indossa il casco cornuto, con arco sopra la spalla, indossa tunica. Definito raro. Proveniente da un ex collezione privata svizzera. Periodo nuragico, VIII secolo a.C – 30mila dollari; 2. GUERRIERO SARDO – con elaborato copricapo. Parte del fiocco sulla spalla, faretra sulla schiena. Raro. Ex collezione privata svizzera. Preistoria nuragica periodo, VIII secolo – 25mila dollari; 3. CERVO IN BRONZO – REPERTO PREISTORICO – con lunghe corna. Molto raro. Ex collezione privata francese. Esposto: Picker Art Gallery, Colgate University 1985-1999. Sardegna, nono-ottavo secolo a.C. 37.500 dollari; 4. MONTONE NURAGICO – con grande testa allungata e il corpo cilindrico sulla piccola base. Raro. Preistoria Nuraghian periodo, ca. VIII secolo a.C. – 6.500 dollari; 5. GUERRIERO SARDO IN PIEDI – Indossa un elmo cornuto e una corta tunica con scollo a V, con un colletto alto a strati, con un fremito appeso lungo la schiena, il suo arco sulla spalla sinistra, il suo lungo viso ovale con occhi e un lungo naso sottile fondendosi con le sopracciglia sporgenti. Ex collezione inglese; periodo nuragico, VIII – IX secolo a.C. – 25mila dollari.

Nell’interrogazione rivolta al ministro, Pili chiede: 1) se il ministero è a conoscenza di questa compravendita di beni archeologici provenienti dalla civiltà nuragica; 2) se intenda intervenire e come per fermare questo furto alla storia e alla civiltà della Sardegna; 3) se non intenda promuovere una più ampia ricognizione, d’intesa con gli altri organi dello Stato, al fine di rinvenire e riportare nella disponibilità della civiltà nuragica tutti i reperti che illegalmente sono detenuti da privati o da gallerie; 4) se non intenda proporre un adeguamento normativo per prevedere pene più severe per i mercanti di reperti archeologici e attivare il blocco totale con un più stretto controllo dell’esportazione illegale all’estero di questi straordinari reperti.

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