Sardegna, la tutela della specialità è la nuova sfida europea
Stato e regioni nella riforma costituzionale. L’assessore Gianmario Demuro ricorda i temi principali: lingua, cultura, ambiente, tutela delle coste, trasporti, fiscalità

Macomer. Lingua, cultura, ambiente, tutela delle coste, trasporti, fiscalità: sono questi i temi principali della specialità della regione Sardegna intorno ai quali si dibatte rispetto alla riforma costituzionale Renzi-Boschi. «La grande sfida in Europa oggi è la salvaguardia della specialità e delle autonomie regionali. La Giunta Pigliaru lavora in questa direzione anche grazie alla riorganizzaione della macchina regionale che deve essere più snella e dare maggiori risposte ai cittadini. Il rapporto tra la Regione e il Governo nel processo di riforma costituzionale procede con un dibattito punto su punto. Dall’ambiente alla specialità della lingua e della cultura, passando per i beni immateriali, sino al tema della continuità territoriale. La Regione deve sapere e poter costruire una propria capacità di legiferare in autonomia rispetto allo Stato, per salvaguardare la specialità come strumento di riconoscimento della comunità sarda. Una identità plurale della Sardegna esiste e la cultura autonomistica è democrazia e deve essere preservata». A dirlo è l’assessore degli Affari generali, Personale e Riforma della Regione, Gianmario Demuro, al convegno tenutosi a Macomer “Stato e Regioni nella riforma costituzionale” nel centro servizi culturali ex caserma Mura, organizzato dall’Università di Sassari, dal Centro studi autonomistici “Paolo Dettori” e dall’Associazione Nino Carrus, con il patrocinio del Comune di Macomer. A partecipare senatori e deputati della Repubblica e rappresentanti della società civile e amministratori locali, e una rappresentanza dei lavoratori del presidio di Ottana Polimeri.
«La Sardegna deve incrementare i poteri di regolamentazione negli ambiti della propria specialità – ha proseguito l’assessore Demuro – con incisive competenze legislative, traducendo in strumento giuridico questa specialità, in maniera tale da dare maggiori risposte ai cittadini, con piena consapevolezza dell’identità dell’isola, una coscienza evidentemente maggiore rispetto a quella che può avere il Governo rispetto all’identità specifica e tipica delle regioni autonome».
«Non si parla mai nel merito – ha detto l’assessore Demuro – del nuovo statuto speciale. Serve un dibattito ampio che non è più possibile rimandare. La Sardegna ha bisogno di risorse da parte dello Stato per garantire la democrazia nell’isola e la parità con le altre regioni: uguaglianza nel diritto alle cure sanitarie, uguaglianza nella tutela ambientale e nel diritto alla continuità territoriale».
Il titolare degli Affari generali e Riforma della Regione ha messo in evidenza l’intento della Giunta Pigliaru: riorganizzare la macchina regionale in maniera tale da garantire la tutela della specialità e, non da ultimo, il tema della fiscalità. «La leva fiscale serve a chiedere l’uso di imposte che possano essere verificate direttamente dai cittadini, controllori delle spese degli amministratori».





