Santa Rita, la santa degli impossibili
Venerdì scorso anche a Sassari la benedizione delle rose. Nella chiesa del Carmelo concerto del coro di voci bianche “Le Note Colorate” dell’Ass. Musicale “G. Rossini”
Sassari. I credenti suoi devoti la chiamano “santa degli impossibili”, perché dal giorno della sua morte sarebbe “scesa” al fianco dei più bisognosi, realizzando per loro miracoli prodigiosi, eventi altrimenti ritenuti irrealizzabili. La devozione popolare cattolica per santa Rita è tuttora una delle più diffuse al mondo, ma, fin dal 1600, è particolarmente radicata in Italia, Spagna, Portogallo e America Latina.
Approfondendo sulla vita di santa Rita sorprende come in Sardegna non vi siano feste patronali dedicate alla santa, la quale fu capace di pacificare la faida tra i Mancini, famiglia a cui apparteneva il marito ucciso – probabilmente da suoi ex-compagni, a causa di rancori passati ed accuse di tradimento – mai vendicato dai figli per altro morti dopo poco di malattia, e le fazioni che si erano macchiati del delitto.
Nonostante tutto a Sassari, come in moltissimi centri dell’isola, si perde nella memoria la tradizione della benedizione delle rose il giorno della sua morte, il 22 di maggio 1447, che con la riforma dell’anno liturgico del Martirologio Romano, la festività è diventata memoria.
Anche presso il Santuario della Madonna del Carmelo è stata rinnovata la tradizionale benedizione delle rose dopo ogni messa celebrata alle 8, alle 9 e alle 11.30. Alle 12 padre Antonio De Melis ha recitato la supplica, dando appuntamento al pomeriggio, quando, dopo la messa vespertina delle 19 il coro di voci bianche “Le Note Colorate” dell’Ass. Musicale “G. Rossini”, diretto da Claudia Dolce, ha offerto ai devoti un concerto inserito tra gli appuntamenti della manifestazione “Incontri Teresiani”, organizzato dall’Ass. Culturale Ma… donne, il cui prossimo 29 maggio avrà come tema “Teresa d’Avila, maestra di vita spirituale: un cammino verso la nostra interiorità”.






