Sabato a Ossi il corpo in scena diventa veicolo di azione e resilienza
Seconda giornata di ARIA Performing Art a Molineddu. Sara Azzu in “Occi a s’eba” da Canne al Vento di Grazia Deledda, Paola Bianchi in “[...]KZ” sui deportati nei campi di concentramento e Raffaella Tomellini che si racconta nel libro “Vera Pelle”

Parco delle arti di Molineddu (Ossi). Sara Azzu, giovane e talentuosa danzatrice e coeografa sassarese con importanti esperienze in Italia e all’estero, apre sabato 5 settembre la seconda giornata di Aria Performing Art Festival, organizzato da Senza Confini Di Pelle, nel Parco delle Arti di Molineddu, a pochi chilometri dal paese di Ossi. Con il solo di danza contemporanea “Occi a s’eba” (h.19), – alla lettera, “occhi all’acqua” – la danzatrice presenta al pubblico un lavoro site-specific ispirato al capolavoro di Grazia Deledda, “Canne al vento”, per raccontare la forza di volontà e la resilienza umana. La performance esplora questa tematica attraverso la condizione di cecità autoindotta, trasformando la limitazione sensoriale in uno strumento di introspezione radicale. La rinuncia alla vista diventa così simbolo della necessità di percepire il luogo non più come paesaggio da osservare, ma come corpo vivo da abitare.
Dal corpo che si esprime nella danza si passa al corpo portatore di emozioni, passioni, esperienze nel teatro. Alle 20, Raffaella Tomellini, autrice, attrice e regista torinese si racconta partendo dal suo libro “Vera Pelle” (Paola Caramella Editrice), in dialogo con i direttori artistici del festival Dario La Stella e Valentina Solinas. Raffaella Tomellini è autrice di diversi spettacoli in cui dà voce a personaggi femminili di grande spessore umano e di inarrestabile vitalità grazie a una resilienza non comune: tra questi, “Habitat per Alda”, un omaggio a Alda Merini; “Cara Anne” dedicato ad Anne Frank; “Come la neve”, riscrittura della fiaba di Bianca Neve; e “Malala”, patrocinato da Amnesty International, sulla giovane attivista pakistana vincitrice del Premio Nobel per la Pace, Malala Yousafzai, che l’attrice torinese porterà al festival domenica 6 settembre, alle 21, in piazza Gramsci, a Ossi.
Dalla resilienza delle donne coraggiose di Raffaella Tomelli, si passa alla drammatica resilienza dei sopravvissuti ai campi di sterminio. La racconta Paola Bianchi, danzatrice, coreografa e ricercatrice nata a Torino e attiva a Rimini, nella performance di danza “[…] KZ” di cui è autrice e interprete, con le musiche di Stefano Murgia e la produzione di PinDoc. Il lavoro nasce da una serie di interviste a più di 50 deportati politici, raccolte negli anni Novanta in una tesi di laurea. La performance lavora sul non detto, concentrandosi sullo stato dei corpi, sulle loro sensazioni, più che sulla ricerca di un significato espresso a parole. «Ascolto il rumore di fondo di audiocassette registrate nel secolo scorso, il fruscio, i vuoti, i buchi» dice Paola Bianchi. «Di tanto in tanto le voci si fanno lontane, non riesco a capire cosa dicono. Mi sembra che siano quelli i momenti più importanti delle interviste, i momenti in cui la crudezza del racconto si fa più difficile da ascoltare, quasi impossibile da dire».
Aria Performing Art Festival è organizzato da Senza Confini Di Pelle, con il sostegno della Camera di Commercio di Sassari (network Salude&Trigu), della RAS – Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e dei Comuni di Sassari, Ossi e Porto Torres.
Prenotazioni: senzaconfinidipelle@gmail.com, 3470561735 / 3384040237
Sito internet: https://www.senzaconfinidipelle.com/aria.html
Facebook: Senza Confini Di Pelle
Instagram: senzaconfinidipelle






