I riti della Settimana Santa 4

Con la Deposizione e la Via Crucis si sono conclusi anche a Sassari gli eventi del Venerdì Santo. Domenica mattina S’Incontru in piazza Mazzotti alla presenza delle Confraternite e dei Gremi

 

ViaCrucis5.jpgSassari. Si sono conclusi ieri con la Deposizione (S’Iscravamentu) e la Via Crucis i riti del Venerdì Santo.

Alle 17,45, nella chiesa della Santissima Trinità, ha preso il via l’azione liturgica con la lettura del “Passio” dal Vangelo. Il momento culminante è stato il rito della Deposizione (Iscravamentu) del Cristo morto. Il pregevole simulacro ligneo del XV secolo, con le braccia mobili, uno degli esempi più belli ancora utilizzati in Sardegna, è stato prima issato sulla croce al centro della chiesa e poi deposto da due figuranti che interpretavano Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo. Alle 19 è partita la processione guidata dal “Babbarrottu” (con cappuccio bianco e croce di legno) con la Via Crucis per le vie della città, a cura dell’Arciconfraternita di Santa Croce e del Gonfalone. Intorno alle 20,30 il passaggio sotto al Duomo, con i simulacri della Madonna Addolorata, di San Giovanni e di Cristo deposto presi in consegna dall’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte (composta esclusivamente da confratelli appartenenti alle antiche famiglie nobiliari sassaresi e vestiti con il tradizionale e caratteristico saio e cappuccio nero, abito che in passato veniva indossato quando si accompagnavano al patibolo i condannati a morte) e dai volontari del CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta).

ViaCrucis2.jpgCome da tradizione, dalla scalinata di San Nicola, l’arcivescovo di Sassari, padre Paolo Atzei, ha rivolto un saluto alla grande folla di fedeli in attesa nella piazza. «Vi sono molto grato per la vostra presenza. Anche stavolta il rito de S’Iscravamentu è stato molto composto. La cultura della celebrazione deve avere un suo ordine, perché le cose meglio organizzate attirano maggiore partecipazione. Quanto è bello sfilare per la città di Sassari portando gli strumenti i segni della morte e della passione di Cristo. Dobbiamo ricordare questo nella vita di tutti i giorni», ha detto padre Paolo. «Gesù è stato incredibilmente punito dagli uomini, “castigadu” come diciamo in sardo, ovvero punito da chi ha rifiutato Dio, consegnato da Pilato per una ingiustizia terribile. Grazie Signor,e che hai sofferto per noi».

Il corteo ha poi proseguito verso la chiesa di San Giacomo, di fronte al Duomo, e verso le chiese delle Monache Cappuccine, di Sant’Antonio Abate e della Santissima Trinità.

ViaCrucis10.jpgPasqua di Resurrezione. La domenica di Pasqua, 5 aprile, l’appuntamento per i fedeli è alle 10 nella chiesa della Santissima Trinità, dove l’Arciconfraternita di Santa Croce e del Gonfalone guiderà la processione del Cristo Risorto. Sempre alle 10, dalla chiesa di Sant’Antonio Abate l’Arciconfraternita dei Servi di Maria porterà in processione la Madonna. Le due processioni, insieme alle bande musicali, verso le 10,15, si ritroveranno in piazza Monsignor Mazzotti per l’Incontro tra Gesù Risorto e la Vergine Maria (“S’Incontru”, secondo la tradizione sarda). Piazza Colonna Mariana sarà anche il luogo di incontro di tutte le autorità religiose, delle confraternite cittadine, dei Gremi e di una rappresentanza dell’Amministrazione comunale. Il momento sarà salutato dagli spari a salve della Compagnia Barracellare. La processione si concluderà nella cattedrale di San Nicola, dove l’arcivescovo di Sassari, padre Paolo Atzei, presiederà la concelebrazione eucaristica alla presenza dei Gremi.

 

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La Deposizione (S’Iscravamentu)

 

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