Statuti Sassaresi, settecento anni di diritto

Un nutrito programma di appuntamenti, da autunno 2016 a primavera 2017, per celebrare il settimo centenario degli ordinamenti legislativi nati in città nel 1316

 

 

ConfStampaStatutiSassaresiSassari. Per ricordare i 700 anni dalla promulgazione degli Statuti Sassaresi il Comune di Sassari, attraverso un Comitato scientifico appositamente nominato, intende dare vita a un nutrito programma di azioni di rilevante impatto storico-culturale e anche di forte coinvolgimento emozionale per la cittadinanza. Un programma di appuntamenti che si articolerà per quasi sei mesi, dall’autunno 2016 alla primavera 2017. Il ricco programma è stato presentato questa mattina a Palazzo Ducale dal sindaco di Sassari Nicola Sanna, dall’assessore comunale alle Politiche culturali Raffaella Casu e dagli storici Luigi Berlinguer, Antonello Mattone e Paolo Cau. «Abbiamo ritenuto necessario far conoscere ai sassaresi, ma anche a tutta la Sardegna, questa esperienza degli Statuti Sassaresi – ha detto il primo cittadino – anche per far capire come questa abbia rappresentato una forma antesignana di autogoverno. Allora far conoscere questo testo, non soltanto in maniera scientifica ma anche accessibile a tutti, potrà servire anche a divulgare la nostra storia alle giovani generazioni».

Le celebrazione per i settecento anni quindi sono caratterizzate da una parte dalla necessità di approfondire, attraverso un convegno in programma dal 24 al 26 novembre con storici e studiosi universitari di tutta Italia, la conoscenza tecnica e scientifica, e dall’altra ad allargare la conoscenza e coinvolgere la società civile. «Realizzeremo delle azioni che andranno avanti dal prossimo autunno alla primavera del 2017 – ha precisato l’assessore – convegni, mostre, incontri, eventi che serviranno a raccontare la storia della città e saranno anche occasione per ripensare alla nostra storia». L’importanza di far conoscere alla città questi importantissimi documenti storici è stata rimarcata anche da Luigi Berlinguer perché si tratta di un «elemento della identità urbana della cittadina di Sassari, immersa in un mondo rurale e contadino che sollecita i traffici e le regole. Sassari marca da allora una sua identità, si considera una città. Si prova una gioia particolare – ha concluso – a verificare che noi non siamo una qualunque realtà e abbiamo l’orgoglio di appartenere alla storia che ha marcato punti di eccellenza». Di identità ha parlato anche Antonello Mattone che ha ricordato come già trent’anni fa in un convegno si fosse parlato di Statuti Sassaresi e «oggi – ha detto – c’è una serie di giovani studiosi che si affaccia alla ricerca».

Un’operazione innovativa, invece, quella illustrata da Paolo Cau e che porterà alla digitalizzazione degli Statuti Sassaresi, la versione in sardo-logudorese, che dopo l’estate sarà resa disponibile on line. I due codici pergamenacei degli Statuti Sassaresi – maturati tra la seconda metà del Duecento e il 1316, anno della datazione del codice volgare dei Capitula, Statuta e Ordinamenta del Comune di Sassari e conservati dall’Archivio Storico Comunale di Sassari – costituiscono un corpus documentario di importanza “trasversale”, che supera la cerchia degli addetti ai lavori, come testimonianza ed espressione dell’identità urbana e regionale. Questo originale corpo statutario resta, se non la prima, senz’altro la più completa fonte che consenta di ricostruire la vita giuridico-istituzionale, oltre che sociale, della Sassari medioevale.

Gli Statuti Sassaresi. Sono gli ordinamenti legislativi vigenti a Sassari nel periodo in cui la città si regge secondo l’assetto istituzionale proprio del Comune italiano del Medioevo. Affrancatasi dal giudicato di Torres intorno agli anni Trenta del ‘200, Sassari finisce per confluire nella seconda metà del secolo nell’orbita di influenza della repubblica di Pisa e poi di quella di Genova. Il solo fatto di darsi uno statuto fu per i comuni italiani un atto politico di estrema valenza: infatti, si trattava di creare un vero e proprio “diritto nuovo”, a sintesi di un processo di stratificazione. Nel caso di Sassari, la fitta rete di scambi e relazioni economiche con le due repubbliche marinare produce questa originale elaborazione statutaria comunale. I codici pergamenacei degli Statuti Sassaresi sono redatti in gotica testuale italiana, la scrittura cui si faceva ricorso in quei tempi per la redazione dei testi giuridici.

Obiettivi del progetto. Il progetto nel suo complesso mira alla fondamentale azione di tutela dei codici statutali attraverso la digitalizzazione dei materiali, alla loro valorizzazione e conoscenza e diffusione attraverso la consultazione “dalla rete” e l’esposizione documentario/archeologica che assolverà alla finalità di presentare lo Statuto non come una sorta di un documento/monumento iconografico, per contestualizzarlo, anzi, all’interno dell’ambientazione di produzione cui ha dato origine. Obiettivo finale del progetto è il coinvolgimento della popolazione cittadina in tutte le sue componenti e stratificazioni (scuole, istituzioni, associazioni, società civile) intorno al tema degli Statuti Sassaresi e del loro rapporto con la storia della città, con la programmazione di una serie di azioni di promozione e valorizzazione a regia comunale.

Statuti Sassaresi on line. Nell’ambito delle iniziative per il 700° anniversario degli Statuti Sassaresi ha preso corpo l’idea di dare vita a forme di valorizzazione innovative: tra queste, un ruolo di primo piano è rivestito dal progetto di digitalizzazione dei codici pergamenacei dello statuto medievale, per troppo tempo rimasti protetti “nel segreto dell’arca” (e quindi di fatto negletti), per portarli all’attenzione del vasto pubblico del web in formato digitale attraverso l’impiego di apparati informatici che ne facilitino l’accesso. Il progetto mira anche a soddisfare le esigenze del mondo della ricerca. Sotto questo profilo i codici degli Statuti Sassaresi costituiscono un campione fidato del bene documentale da digitalizzare: per rarità (anzi unicità) e per lo specifico interesse rivestito ai fini della ricerca (paleografico-diplomatistica, storico-giuridica, linguistica). Attualmente queste esigenze sono destinate a rimanere in larga misura insoddisfatte, presupponendo un uso – e un conseguente “stress” – quotidiano dei codici, che risulta impraticabile per l’ovvia priorità rivestita dalle esigenze di tutela di un bene documentale così prezioso.

Statuti Sassaresi in mostra. Un’altra azione di valorizzazione, in collaborazione con il MiBACT, sarà costituita dall’allestimento nell’autunno, presso la sede dell’Archivio Storico Comunale, di una mostra destinata a illustrare il mondo urbano degli Statuti Sassaresi. Eccezionalmente, gli originali dei codici sardo-logudorese e latino degli Statuti Sassaresi, le loro copie redatte nel Cinque-Seicento, materiali di studio e altri materiali frutto di scavi archeologici saranno visibili in una mostra, destinata a dar conto dell’organizzazione, della forma e del tessuto sociale della città medievale; oltre che del panorama degli studi incentrati sugli Statuti Sassaresi.

Statuti Sassaresi a convegno. Nell’ambito del progetto sui 700 anni dello Statuto locale è prevista anche l’organizzazione di un convegno di studi entro gli inizi del 2017. Rappresenterà lo stato scientifico della ricerca sugli Statuti Sassaresi in tutte le sue declinazioni.

Statuti Sassaresi nei lunedì dell’Archivio e della Biblioteca. Il 700° anniversario degli Statuti Sassaresi sarà scandito da un calendario di iniziative che puntano l’attenzione su temi cruciali della vita: appuntamenti informali ospitati nei “luoghi” istituzionali dello studio (l’Archivio Storico e la Biblioteca Comunale) nei quali storici, giornalisti si misureranno con libri, avvenimenti, personaggi che hanno segnato importanti passaggi del Medioevo non solo sardo e italiano.

Passeggiate nella città degli Statuti Sassaresi. Il progetto sul 700° anniversario degli Statuti Sassaresi prevede una fase di coinvolgimento della popolazione cittadina attraverso passeggiate nella Sassari medievale. In collaborazione con Circolo Aristeo, tra l’autunno e prossima primavera.

La vita nella città degli Statuti Sassaresi. Una particolare attenzione verrà dedicata al mondo della scuola sul tema dello Statuto nel contesto storico urbano come attività didattica dell’offerta formativa e della conoscenza della trama dell’imago urbis, che ha già conosciuto una sua prima fase sperimentale nella manifestazione “monumenti aperti” 2016. Ma la città sarà anche il palcoscenico del coinvolgimento emozionale attraverso la riproposizione della vita della Sassari medievale con eventi musicali e culinari.

La tesi donata. In occasione dei 700 anni degli Statuti Sassaresi, il professor Francesco Bua, per molto tempo docente di filosofia del Liceo Azuni, ha espresso la volontà di donare all’Archivio Storico del Comune di Sassari i materiali di studio (bozze e appunti preparatori) e la copia personale della tesi di laurea di Pietro Satta Branca intitolata “Cenni su le leggi del Comune di Sassari nei secoli XIII e XIV”, discussa presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Sassari nel 1883. La tesi di laurea conobbe l’onore della stampa nel 1885 e rappresentò un valido contributo all’approfondimento degli studi sugli statuti comunali e sull’organizzazione della città nel Medioevo.

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