Raccolta fondi per il ‘Martirio di San Gavino’
È promossa per il restauro dell’opera di Mattia Preti. L’opera è custodita nella chiesa delle monache Cappuccine a Sassari ed è in mostra a Palazzo Ducale
Sassari. Una raccolta di fondi per il restauro del “Martirio di San Gavino”, un autentico capolavoro che può e deve a buon diritto rientrare nel patrimonio identitario di tutta la Sardegna, dipinto nei primi anni ‘40 del Seicento da un epigono di Caravaggio, il calabrese Mattia Preti. È questa l’iniziativa di cui si fa promotrice l’associazione Sassari Risorgimento, con il supporto della Curia, e a cui il Comune di Sassari partecipa attivando – esattamente com’è avvenuto ad Assisi per gli affreschi della basilica – un conto corrente su cui i cittadini che vorranno potranno effettuare un bonifico, specificando ovviamente la causale del versamento.
«Questo tipo di mecenatismo è anche una prova di quanto e come la nostra città e la Sardegna sono disponibili a dare un contributo», ha ricordato martedì mattina a Palazzo Ducale il sindaco Nicola Sanna, intervenuto in occasione della presentazione dei dati positivi sulla mostra “Caravaggio e i caravaggeschi” in corso nel Sala Duce fino all’8 novembre.
Poiché di donazione si tratta, l’importo sarà scaricabile dalle tasse: un’iniziativa rivolta a tutti i sassaresi “di buona volontà” per ridare completa dignità ad un dipinto-icona del caravaggismo che ha bisogno di “cure” per tornare “in forma”, all’antico splendore. Lo aveva detto subito e senza mezzi termini Vittorio Sgarbi presentando la mostra “Caravaggio e i caravaggeschi”, organizzata dall’associazione Sassari Rinascimento, a Palazzo Ducale: per il critico d’arte si tratta infatti di una scoperta straordinaria venuta alla luce nella chiesa delle monache Cappuccine a Sassari; un bene culturale di primissimo valore che necessita di interventi volti alla sua ottimale conservazione; e come lo stesso Sgarbi ha più volte sottolineato durante il convegno del 28 settembre a Palazzo di Città, la conservazione di un’opera d’arte comporta sempre il sostenimento di spese spesso ingenti, e un solido sostegno finanziario. Il “Martirio di San Gavino” merita questo sostegno, per un restauro che Keith Sciberras, massimo studioso di Mattia Preti che ha condiviso il palco con Sgarbi al Civico, ha assicurato essere operazione fattibile e non impossibile: il paziente, dunque, non è in condizioni disperate ma ha solo bisogno di urgenti cure. Per il restauro è stato calcolato che sarebbero necessari circa 10mila euro. Al suo nome è legata indissolubilmente la storia culturale dell’isola, dato che la prima opera in lingua sarda a noi nota è proprio “La vita e la morte dei martiri Gavino, Proto e Gianuario” di Antonio Cano (1557). Mattia Preti ha dato un volto caravaggesco al martire. Tocca ora ai sassaresi far sì che si illumini ancora di nuova luce.
Nei prossimi giorni, appena terminato l’iter tecnico necessario per l’apertura del conto, sul sito del Comune saranno pubblicate le coordinate per i versamenti. Si sta studiando come consentire la donazione anche tramite smartphone o carta di credito.








