Puligheddu: «Il commissariamento della scuola sarda è un atto intollerabile»
«Non possiamo accettare che i bambini sardi e le loro famiglie siano cittadini di serie B», scrive la garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza

«Il commissariamento della scuola sarda è un atto intollerabile. Non possiamo accettare che i bambini sardi e le loro famiglie siano cittadini di serie B, calpestati da logiche che negano loro il diritto a una piena cittadinanza e alla pari dignità».
Lo scrive in una lettera inviata al presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, alla presidente della Regione Alessandra Todde e all’assessora della Pubblica Istruzione Ilaria Portas, la garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Carla Puligheddu.
Il dimensionamento scolastico, trasformato in uno strumento di smantellamento delle autonomie locali, sta penalizzando – scrive la Garante – la nostra Isola. La Sardegna deve avere il coraggio di studiare un proprio modello educativo futuro: attuabile, adeguato e identitario.
Carla Puligheddu esprime pieno apprezzamento per le azioni di contrasto istituzionale intraprese verso le disposizioni centraliste del Ministero dell’Istruzione e del Merito e ringrazia la sensibilità della presidente Camilla Soru e di tutta la II Commissione del Consiglio regionale per aver avviato l’iter per una proposta di legge sulla Scuola Sarda basata sull’ascolto e sulla condivisione.
La politica deve avere il coraggio di riconoscere – scrive ancora Carla Puligheddu – che non si possono applicare «parti uguali a situazioni profondamente disuguali». Questo principio deve superare ogni ideologia e competizione di schieramento.







