«Pigliaru dalla parte degli indifferenti»
Simone Maulu (iRS) commenta il risultato della consultazione referendaria. «Al presidente nel 2014 312.982 voti; ieri i Sì in Sardegna sono stati 410 mila»

È singolare come il presidente Pigliaru, dopo che un referendum non raggiunge in quorum, dichiari che abbia vinto il buonsenso complimentandosi con gli astensionisti e quindi definendo cittadini di buon senso coloro che non vanno a votare. I passivi, i disinteressati, gli indifferenti. Se però andiamo ad analizzare i numeri e i risultati vediamo che ha stravinto il Sì e in Sardegna sul 32% dei cittadini che hanno esercitato il loro diritto di voto il Sì è arrivato al 92% mentre chi era per il No in linea di massima non è andato a votare.
Stando ai dati delle ultime elezioni Regionali i votanti sono stati circa il 52% degli aventi diritto e il Presidente Pigliaru è stato eletto con il 42% dei voti mentre la coalizione di centro destra ha raggiunto il 39% come voti al presidente ma ha superato il centro sinistra con i voti di lista, quindi se andiamo a fare i conti reali il Presidente Pigliaru è stato votato da poco più del 25% dei sardi in quanto la maggioranza va calcolata sul 52% che ha votato e non sul 100%.
Tradotto in cifre, lei come Presidente ha preso 312.982 voti mentre i Sì in Sardegna sono stati 410.000. In sostanza, caro Presidente, coloro che hanno votato al referendum sono di più rispetto a coloro che hanno votato Lei alle scorse elezioni.
Inoltre Lei dice di auspicare una transizione verso un futuro fatto di energia prodotta da fonti rinnovabili ma di questo non se ne vede traccia nel suo agire in quanto la sua Giunta ha autorizzato in Sardegna centrali a carbone, inceneritori per i rifiuti e crede nella chimica verde quindi nella produzione di energia bruciando biomassa e non ha proferito parola sui tagli devastanti delle leccete nel Marganai. Tutte forme di sviluppo sorpassate che fanno parte di una visione politica e sociale iper conservatrice e in controtendenza rispetto alla conferenza sul clima di Parigi.
Credo che il buonsenso in questo referendum sia stato quello delle persone che sono andate a votare al contrario di molti rappresentati politici e istituzionali che hanno propagandato l’astensionismo e quindi invitato le persone a disinteressarsi della vita pubblica e a non esercitare un loro diritto. A non dire la loro.
Ma le persone che sono andate a votare, delle quali Lei non può non tenere conto, hanno un’idea diversa di futuro, di energia e di democrazia. Un’idea molto più moderna e intelligente che in maniera pragmatica auspica un presente e un futuro diverso rispetto a quello che pratica la Sua Giunta.
Ovvero una società dove il lavoro non sia un ricatto e soprattutto non debba essere barattato con la salute, un’isola che diventi un laboratorio politico e sociale dove si sperimentano nuove forme di partecipazione alla vita pubblica e di amministrazione partecipata. Dove non si sperimentano bombe e ordigni bellici ma nuove forme di produzione di energia, cibo, nuove tecnologie che ci permettano di non dover più devastare il nostro territorio. Perché alla fine dei conti, alla natura queste cose interessano molto poco, gli animali e le piante si adattano a tutto e ci hanno dimostrato che riescono a convivere anche con i nostri veleni. Gli unici che stanno iniziando a conviverci male siamo noi umani e qui in Sardegna abbiamo tutte le possibilità per dare un esempio concreto al mondo intero che creare ricchezza dalla bellezza è possibile.
Simone Maulu







