Pd Sassari, Massimo Pintus nuovo segretario provinciale

Ieri sera l’assemblea provinciale lo ha eletto per acclamazione. Tra gli obiettivi di mandato la presenza nel territorio. «Dobbiamo arrivare a coprire tutta la Città Metropolitana con punti di riferimento del partito»

Massimo Pintus

Sassari. Massimo Pintus è il nuovo segretario della federazione del Partito Democratico per la Città Metropolitana di Sassari. Ieri sera, all’Hotel Grazia Deledda, l’assemblea provinciale lo ha eletto per acclamazione (con alzata di mano). Succede a Giuseppe Mascia, in carica dal 2023, sindaco di Sassari dal 2024 e sindaco metropolitano da alcuni mesi. Incarichi che rendevano di fatto complicata la guida anche del partito.

Nel suo articolato intervento, Massimo Pintus, 48 anni, dirigente del partito e attualmente (dal 2024) consulente dell’Assessorato regionale della Programmazione e del Bilancio, si è richiamato più volte ai padri nobili della sinistra e del progressismo italiano. «Diceva Sandro Pertini che non può esistere libertà senza giustizia sociale. Perché gli uomini per essere davvero liberi devono prima di tutto essere liberati dal bisogno – ha ricordato il neosegretario provinciale del Pd –. Del resto, l’aumento delle disuguaglianze corre di pari passo con l’aumento della povertà. Papa Francesco insisteva sul concetto di “economia dello scarto”». In questa visione è allora importante anche il rispetto della Costituzione. «Abbiamo bisogno di amministratori locali che prendano spunto da quel testo, al quale va riservato un rispetto sacrale. In Italia abbiamo 5,7 milioni di persone, il 10 per cento della popolazione, che vive in condizioni di povertà assoluta. Altri 11 milioni, quasi un terzo, sono a rischio povertà».

E il Pd locale? «Il nostro compito è contrastare con il buon governo la tendenza alla fuga e allo spopolamento dei nostri centri, grazie ai nostri amministratori. Adesso dobbiamo fare in modo che in tutti i 66 comuni della Città metropolitana ci sia una sezione, un nostro eletto o almeno un nostro referente.  Dobbiamo arrivare a coprire tutto il territorio con punti di riferimento, dove chi ci vota possa andare discutere di politica. Questo il primo obiettivo che possiamo realizzare se siamo uniti. I risultati che otterremo saranno proporzionali al grado di armonia che metteremo. Un partito che deve essere unito e coeso, con un lavoro da mettere in rete», ha detto Pintus, accolto da un grande applauso al termine dell’intervento.

Una nomina unitaria, frutto di una convergenza delle diverse anime del partito. Al fianco di Massimo Pintus, la presidente dell’assemblea provinciale Maddalena Sechi, il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia, il deputato e segretario regionale Silvio Lai e la presidente dell’assemblea regionale Giovanna Scanu. È stato inoltre indicato il nuovo tesoriere del Pd provinciale, Giuseppe Orani.

Il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia, segretario provinciale uscente del Pd

In apertura era intervenuto il segretario provinciale uscente Giuseppe Mascia, che ha anticipato alcuni dei punti poi toccati da Pintus. «Il partito a livello provinciale, ovvero la Città Metropolitana, è presente in sette comuni con una segreteria organizzata in modo pieno. In altri 15 ci sono consiglieri comunali, in una quarantina abbiamo solo qualche riferimento. In vista delle elezioni regionali del 2024 abbiamo ricostruito l’ossatura del partito nella nostra provincia. Tra qualche mese andremo a elezione in 28 comuni, grandi come Porto Torres, medi e piccole comunità. Il compito della nuova segreteria sarà ricostituire pezzo per pezzo, ognuno di noi deve avere la giusta umiltà di fare un pezzo».

Dopo l’intervento del nuovo segretario Massimo Pintus, hanno preso la parola Rossana Serratrice, capogruppo a Palazzo Ducale, Alba Canu, già assessora comunale e consigliera provinciale, Antonio Sau, sindaco di Ittiri e da un paio di mesi consigliere regionale, Giuseppe Masala, assessore comunale a Sassari, Gian Luigi Soggia, capo di Gabinetto dell’Assessorato regionale della Programmazione e del Bilancio, e Giovanna Scanu, presidente dell’assemblea regionale del Pd. «Stiamo completando il quadro delle segreterie nei vari territori della Sardegna. L’obbiettivo è concludere le assemblee provinciali entro febbraio e poi eleggere i rispettivi segretari – ha spiegato Silvio Lai, segretario regionale del Pd e deputato, al quale sono state affidate le conclusioni.

Silvio Lai, segretario regionale del Pd

«A livello politico nazionale abbiamo due scadenze. Subito, il referendum costituzionale e poi le elezioni politiche che vanno a scadenza naturale nel settembre 2027». Una data che però potrebbe essere anticipata a seconda del risultato del referendum di marzo. Intanto ci sono le diverse iniziative da promuovere per il voto referendario. «Inizieremo sabato prossimo. Dobbiamo spiegare bene le nostre ragioni per il no. E sbagliamo se consideriamo che il tema sia quello della separazione carriere, perché le funzioni sono già separate. Il referendum tocca uno dei pilastri degli equilibri costituzionali. Del resto, siamo di fatto già nella coincidenza dei due poteri, l’esecutivo ha assorbito la funzione legislativa». Un Pd che deve essere più presente in Sardegna. «Nel nostro mandato parte un progetto di connessione con i territori. E facciamo bene ad essere uniti e unitari, ma anche a fare sacrifici se saremo poi più forti», ha concluso Silvio Lai.

Luca Foddai

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