Novantadue, Falcone e Borsellino 20 anni dopo
Per la stagione del CeDAC arriva a Sassari giovedì al Teatro Comunale il testo di Claudio Fava. Altri spettacoli a Macomer, Palau, Lanusei e San Gavino Monreale
Sassari. Viaggio nella memoria del Belpaese con “Novantadue / Falcone e Borsellino, 20 anni dopo” di Claudio Fava nella mise en scène di BAM Teatro firmata da Marcello Cotugno – in tournée nell’Isola sotto le insegne del CeDAC per la stagione de La Grande Prosa, nell’ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna. La pièce – che ricostruisce gli ultimi mesi dei due magistrati simbolo della lotta contro la mafia, fino alle stragi di Capaci e di Via D’Amelio – sarà in cartellone mercoledì 13 aprile alle 21.45 nel Padiglione Tamuli delle Ex Caserme Mura di Macomer, giovedì 14 aprile alle 21 al Teatro Comunale di Sassari, venerdì 15 aprile alle 21 al CineTeatro Montiggia di Palau, sabato 16 aprile alle 21 al Teatro Tonio Dei di Lanusei e infine domenica 17 aprile alle 21 al Teatro Comunale di San Gavino Monreale.
Sotto i riflettori Filippo Dini (tra i più interessanti e apprezzati interpreti della sua generazione, già co-protagonista accanto a Luca Barbareschi de “Il discorso del re”, e vincitore del Premio “Le maschere del Teatro” per il ruolo di Padre Lorenzo nel “Romeo e Giulietta” di Valerio Binasco, e nel 2014 del Premio Hystrio ANCT assegnato dall’Associazione Nazionale Critici Teatrali) nei panni di Giovanni Falcone e Giovanni Moschella (dopo l’esordio ne “La corda a tre capi” per la regia di Arnoldo Foà, ha collaborato con artisti di spicco della scena italiana – da Anna Maria Guarnieri e Pamela Villoresi e Mascia Musy, da Walter Manfrè a Ninni Bruschetta, Saverio Marconi, ed Enzo Vetrano e Salvatore Randisi, e al cinema è stato diretto – tra gli altri – da Mario Martone ne “Il giovane favoloso”) in quelli di Paolo Borsellino.
In un lungo flashback – dal soggiorno dei due giudici del pool antimafia sull’Isola de L’Asinara, tra le mura dell’ex carcere di massima sicurezza, come estrema misura di protezione in vista del maxiprocesso di Palermo, fino al duplice attentato – si susseguono interrogatori di mafiosi e dichiarazioni di pentiti, e scambi di opinioni con altri magistrati, molti personaggi reali e riconoscibili, cui presta volto e voce Pierluigi Corallo (attore teatrale, diretto da registi come Massimo Castri e Luca Ronconi, con incursioni sul grande e sul piccolo schermo, dai films di Sergio Rubini, Marco Risi, Ferzan Özpetek e Michele Placido alle serie tv). Episodi noti e meno noti, incontri significativi e conversazioni emblematiche restituiscono, in un intrigante e variegato affresco, le atmosfere dell’Italia all’inizio degli Anni Novanta – quando i successi del pool sembravano segnare la sconfitta definitiva della criminalità organizzata, pronta invece a risorgere e risollevarsi, come un’idra dalle molte teste, con nuovi mandamenti e nuovi capi.
“Novantadue / Falcone e Borsellino, 20 anni dopo” è uno spettacolo coraggioso e necessario, che nasce dall’esigenza di riflettere, a distanza di quattro lustri su una stagione cruciale per la storia del Belpaese, anche alla luce dei recenti procedimenti giudiziari e dell’emergere di dettagli inquietanti sulla trattativa Stato-mafia, come dell’affermarsi e diffondersi della criminalità organizzata sotto inedite forme, più insidiose, negli anni della crisi economica. La pièce traccia un duplice ritratto – non agiografico – di due eroi loro malgrado, due uomini dello Stato, due amici e colleghi assassinati ma non sconfitti dalla potenza esplosiva del tritolo e dalla strategia brutale e aggressiva portata avanti dalla criminalità organizzata come reazione alle indagini del pool.







