L’ex Hotel Turritania rinascerà con l’housing sociale
Ospiterà anche uffici e servizi comunali. Sopralluogo con il sindaco Campus, l’assessore Sassu e i tecnici
Sassari. L’intervento è già in esecuzione e al termine di tutto l’iter appena avviato l’ex Hotel Turritania sarà definitivamente recuperato a fini abitativi. Il progetto è inserito nel Pinqua, il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare. Diciotto appartamenti da destinare ad altrettante famiglie, con spazi comuni e polivalenti di quartiere, tra cui giochi per i piccoli, palestra, sala studio, un giardinetto, sedi per associazioni e molto altro. Il Comune può contare su un finanziamento di oltre cinque milioni e 550mila euro, a cui si aggiunge un bonus del 20 per cento ottenuto in base alle regole del Pnrr con l’avvio della procedura entro lo scorso 31 dicembre. Il budget totale è diventato così di oltre sei milioni e mezzo.
Questa mattina (venerdì) un sopralluogo nel cantiere ha consentito di prendere visione dello stato della struttura, recentemente interessata da una pulizia radicale. Erano presenti il sindaco Nanni Campus, l’assessore all’Ambiente Antonello Sassu, il direttore generale Claudio Castagna, insieme a tecnici e rappresentanti dell’impresa che si è aggiudicata l’appalto della progettazione esecutiva ed esecuzione delle opere (Dott. Mario Ticca S.r.l).
«Questo è un simbolo per la città, che adesso si riappropria di sé stessa e che vuole rinascere – ha dichiarato il sindaco Nanni Campus –. Sassari ha troppi ruderi, che sono pubblici, e questo è l’esempio più classico. Poi l’ex gazometro, ovvero la centrale elettrica di via XXV aprile, è un altro esempio. Abbiamo purtroppo tanti altri ruderi di proprietà privata, che per via dei vari vincoli non sono stati ancora rivalutati e recuperati, come le Concerie Dau, le Concerie Coste o gli ex Mulini Azzena. Diciamo che almeno da parte pubblica iniziare con i beni comunali, come il Turritania e l’ex gazometro, è un segnale importante. Ricordo che l’ex gazometro diventerà il centro di servizi del Centro intermodale. L’alternativa che avevamo trovato era invece nuovo cemento con il rudere a fianco».
«Propedeutico all’apertura del cantiere è lo svuotamento della grande “scatola” del Turritania, come veniva chiamato dai sassaresi – ha aggiunto l’assessore Antonello Sassu –. Abbiamo portato via 41 tonnellate di rifiuti, una buona parte di questi è già stata conferita nei centri di smaltimento dei rifiuti speciali. Ci siamo occupati anche di recuperare cinque tonnellate di legname che erano all’interno. Questo era il primo passo, perché adesso l’impresa inizierà i lavori di recupero che vedrà trasformare tutto questo che era abbandonato da decenni in una struttura che ospiterà l’housing sociale e tutta una serie di servizi per la città e per l’Amministrazione comunale». Sono stati inoltre smaltivi circa 600 kg di guano di volatili. «Le operazioni di sgombero, per le quali inizialmente sono stati previsti 45 giorni, si sono svolte in 20 giorni – si legge sul sito web del Comune -, consentendo l’utilizzo dell’area di piazza Sant’Antonio sia per la discesa dei “piccoli candelieri” sia per l’installazione dei presidi sanitari (posto medico avanzato) nel giorno della Faradda».
La galleria fotografia
Il progetto era stato presentato ai media locali in occasione della conferenza stampa di fine 2022. Riportiamo quanto comunicato allora dall’ufficio stampa del Comune. Sulla facciata di ingresso, per abbattere le barriere architettoniche, uno dei due piani ai lati dell’ingresso sarà sostituito da una rampa inclinata, mantenendo la particolare articolazione della scala a doppia rampa con pareti rettilinee o leggermente curve, intonacate o in pietra a vista. La parete trapezoidale che delimita le rampe di scale di accesso dalla piazza Sant’Antonio sarà rivestita con lastre di trachite simili a quelle che formano l’attuale zoccolatura, e saranno ripristinate le piccole fioriere originali ora danneggiate. Sulle altre tre pareti, non caratterizzate architettonicamente dalla maglia quadrata a rilievo ai piani della seconda fase di completamento, alcune delle aperture saranno ampliate verticalmente e trasformate in portefinestre, con il duplice obiettivo di aumentare la superficie finestrata per gli ambienti residenziali e di frammentare la composizione ora eccessivamente compatta e ripetitiva. Il progetto prevede la realizzazione sulla copertura piana, di un tetto-giardino, con sistemazione a verde di gran parte della superficie perimetrale mentre al centro e sul retro si realizzerà un’area pavimentata, coperta da una pergola con moduli fotovoltaici semitrasparenti che, oltre al pregio estetico, hanno il vantaggio di far filtrare la luce naturale nello spazio sottostante, realizzando in tal modo una veranda luminosa e contemporaneamente ombreggiata in grado di garantire protezione dalle intemperie per l’ampia area di soggiorno all’aperto a disposizione dei residenti. Anche il cortiletto interno al piano primo, vicino allo spazio gioco, sarà sistemato con sedute intorno a due fioriere in cui saranno piantate due piante di limone per offrire ai residenti un’ulteriore area di incontro all’aperto. La distribuzione interna ai vari piani è stata invece radicalmente ridisegnata, con esclusione del piano interrato con gli ambienti con volte a crociera o a botte, che saranno conservati nella configurazione originaria. Al piano rialzato e ai piani superiori si prevede la demolizione delle pareti divisorie e la ricostruzione secondo il nuovo disegno che prevede la creazione di diciotto unità immobiliari, costituite da due, tre o quattro vani più servizi, per 54 residenti. Al piano seminterrato e al piano rialzato sono previsti i servizi integrativi per l’abitare e servizi urbani. Ci saranno locali comuni e spazi polivalenti di quartiere, uno spazio conferenze-riunioni, un ufficio, officine per la casa e sedi di associazioni, palestra e gioco bimbi, uno spazio studio, e una cucina condivisa. Gli alloggi saranno realizzati al primo, secondo e terzo piano.
L.F.


















