Nel PSd’Az sassarese è muro contro muro
Celebrato il congresso distrettuale, nonostante l’invito del segretario Christian Solinas ad attendere il nuovo tesseramento. I militanti di sette sezioni (su 14) non hanno partecipato. Tutto da annullare?
Sassari. È muro contro muro nel Partito Sardo d’Azione di Sassari. Le due anime che nelle scorse settimane si sono contese segreteria e presidenza nazionale continuano a sfidarsi e a fare emergere l’immagine di un partito spaccato a metà, tra il nuovo gruppo vicino alla maggioranza regionale che esprime il segretario Christian Solinas ed il presidente Giovanni Columbu e quello invece legato alla dirigenza uscente guidata da Giacomo Sanna. Domenica mattina all’hotel Leonardo da Vinci si è celebrato un congresso di federazione di fatto non autorizzato dai vertici nazionali del partito.
Un’assemblea che si è chiusa con l’elezione del nuovo coordinamento distrettuale. All’ordine del giorno il rinnovo degli organismi direttivi, tranne l’incarico di segretario politico, che verrà eletto nella prima riunione utile del coordinamento. Un congresso veloce, durato pochi minuti. Dopo la relazione del segretario uscente Pietro Madeddu ed i saluti istituzionali degli ospiti (tra cui il sindaco Nicola Sanna ed il vicepresidente del Consiglio regionale Antonello Peru), nonché gli interventi, tra cui quello dell’ex presidente del partito Giacomo Sanna, dedicati al tema dell’assise congressuale “Il Nord Ovest non può vivere di Cagliari-centrismo”, si è proceduto con gli adempimenti interni ed la fase congressuale vera e propria. È stato Gavino Gaspa, dal tavolo della presidenza, ad annunciare che era stata presentata una sola lista per l’elezione del coordinamento. Nomi accolti dall’assemblea per alzata di mano, dopo una veloce lettura.
Il nuovo coordinamento dovrà rimanere in carica per tre anni. Sempre che la segreteria del PSd’Az non intervenga immediatamente, decidendo di annullare tutto. Un’ipotesi più che probabile, alla luce di quanto comunicato nelle scorse ore dal neosegretario nazionale Christian Solinas, che ha inviato a tutte le federazioni una precisa comunicazione. La segreteria nazionale del PSd’Az, riunita venerdì a Nuoro per gli adempimenti relativi al tesseramento 2016, ha ritenuto che «non essendo possibile individuare la definitiva base associativa di ciascuna Federazione sulla quale calcolare i pesi ponderati di ciascuna sezione ed iscritto ad essa, non risulta allo stato legittimamente celebrabile alcun congresso di Federazione e/o di Sezione». Che invece potranno essere convocati dopo il 1 gennaio, con il nuovo tesseramento. Un invito, quello del segretario Christian Solinas di attendere l’inizio del 2016, che a Sassari non è stato seguito. All’assise sassarese non ha partecipato nessun rappresentante della maggioranza che esprime i vertici regionali del partito, ma solo esponenti del vecchio gruppo vicino all’ex presidente Giacomo Sanna.
La federazione sassarese risulterebbe spaccata a metà, con sette sezioni (su un totale di 14) che non hanno condiviso la decisione del segretario uscente Pietro Madeddu di convocare subito il congresso distrettuale. Posizioni che riprendono quanto accaduto nelle scorse settimane nella scelta del presidente e del segretario nazionale, con le sette sezioni schierate con la nuova maggioranza che tra l’altro ha espresso il segretario amministrativo nazionale, Giorgio Cherchi (iscritto alla sezione “Marianna Bussalai” di Sassari). «Non vogliamo rimanere indifferenti alle questioni locali – dicono i militanti delle sette sezioni – e accettare un unanimismo ipocrita. Perciò non partecipiamo ad un congresso, frutto di ingannevoli retaggi. Intendiamo, con rinnovato impegno, adoperarci affinché il PSd’Az nella federazione provinciale di Sassari riaffermi il proprio diritto e dovere di esistere in tutte le amministrazioni. Dunque, come auspicato dal segretario nazionale, il prossimo triennio sarà un tempo di grande lavoro, di studio e di elaborazione per ridefinire il corpus programmatico storico del sardismo alla luce delle nuove criticità e della complessità contemporanea e per costruire un’adeguata piattaforma politica ed un progetto di governo della Sardegna».






