Murru (M5S): «Amministrazione Sanna, solo fallimento»
Secondo il capogruppo a Palazzo Ducale «il 2016 non può che essere archiviato come un ulteriore anno gettato alle ortiche, davanti a una città ferma, in coma»
Sassari. «Se il 2014 era l’anno dell’avvio del mandato, se il 2015 era trascorso con interminabili litigi all’interno della maggioranza che hanno completamente immobilizzato l’azione amministrativa, solo all’apparenza mitigati dalla nascita della giunta Sanna bis, il 2016 non può che essere archiviato come un ulteriore anno gettato alle ortiche, davanti a una città ferma, in coma, e che non vede la luce in fondo al tunnel». Il capogruppo in Consiglio comunale Maurilio Murru punta il dito verso la Giunta del sindaco Nicola Sanna, bocciandola senza possibilità di appello.
«Se nessuna delle incompiute lasciate dai mandati precedenti ha visto la nascita, a queste va aggiunta la più inutile e progettualmente insensata delle opere realizzate in città: la pista ciclabile, il cui termine dei lavori viene rimandato di anno in anno, ma della quale i cittadini sassaresi pare non sentissero la mancanza – dice Murru –. L’unico segno di vita degno di nota nel 2016 è sembrata la capacità di indebitare i cittadini, pare infatti non bastare un bilancio annuale che prevede entrate per oltre 250 milioni di euro, si rende necessario caricare di debiti i sassaresi, senza che siano stati peraltro coinvolti nelle decisioni (alla faccia della tanto decantata partecipazione). Così il 2016 chiude con oltre 15 milioni di euro di debiti che saranno per i prossimi 10 anni saranno sulle spalle di tutti i cittadini, per rifare le strade e per rifare o adeguare le strutture sportive, evidentemente la priorità per questo mandato amministrativo. Semplice così, troppo semplice, mentre le bocche restano cucite quando si fa presente che nel corso del 2016 le casse del comune hanno dovuto sborsare oltre 1 milione e 700 mila euro per far fronte a sentenze perse, relativamente a cause ereditate dalle precedenti gestioni, come se quello degli uffici fosse un mondo a se e gli errori (in attesa di presunti interessamenti della Corte di Conti), anche questi, devono sempre ricadere nelle tasche di tutta la comunità, togliendo risorse che avrebbero fatto comodo al sociale come a tutte le necessità di cui Sassari ha bisogno per ripartire davvero».
«Bisognerebbe ripartire prima di tutto dall’ascolto, quello vero, dei giovani e delle loro necessità, bisognerebbe ripartire dalla valorizzazione del nostro territorio rendendo fruibile e visitabile tutto l’anno il nostro patrimonio artistico e culturale che potrebbe rilanciare posti di lavoro, bisognerebbe ripartire dalle certezze che i lavori quando iniziano hanno una fine, bisognerebbe intervenire con prontezza sul rilancio delle nostre coste, bisognerebbe intervenire seriamente sulla mobilità invogliando i cittadini all’utilizzo del mezzo pubblico garantendo un maggior numero di corse», fa notare il capogruppo pentastellato.
«Piani particolareggiati, PUL, sembrano parolacce che indignano e provocano reazioni sconclusionate negli assessori quando vengono richiamate in consiglio, ma il dato di fatto è che nonostante le promesse ad oggi non si vede nulla di tutto ciò, sembra si parli di documenti segreti nascosti chissà dove. Ma un tangibile segnale di disaffezione verso questa amministrazione – continua Murru – è arrivato anche dal risultato del referendum, non sono certo bastate le assenze del sindaco dal Consiglio per sponsorizzare il SI, o il volantinaggio suo e della sua maggioranza, ad evitare un annegamento fatto di NO, un NO evidentemente non indirizzato solo al quesito referendario, ma anche all’intera e insufficiente gestione della città».
E allora in conclusione, «se questa agonia deve durare ancora due anni e mezzo, non possiamo che augurarci che passino il prima possibile, ritenendo improbabile un gesto di responsabilità che comporti le dimissioni dell’attuale sindaco, sperando che i cittadini sassaresi sappiano finalmente rialzare la testa e impadronirsi della città, garantendo una gestione equa e soprattutto oculata delle tante risorse, non solo economiche, di cui Sassari dispone».







