Murato l’ingresso dell’Ex-Q
Da un paio di giorni sono stati sistemati blocchetti di cemento. L’edificio è nell’elenco degli immobili che la Provincia intende vendere
Sassari. Da due giorni su Facebook i commenti si moltiplicano. Delusione, rabbia, accuse alle istituzioni (spesso sbagliando destinatario, perché ci si deve rivolgere alla Provincia e non al Comune), insulti e battute al vetriolo, nonché parole pesanti tra i diretti protagonisti, soprattutto quelli dell’ultima gestione. L’Ex-Q, luogo che negli ultimi anni era sinonimo di arte, dibattitti e rassegne cinematografiche alternative, tutto organizzato spontaneamente e senza sostegno dalle istituzioni, ha chiuso i battenti. Anzi, è stato, letteralmente e materialmente, chiuso l’ingresso di corso Angioy, finestre comprese. Non si entra più. Gli operai dell’Amministrazione provinciale hanno sistemato i blocchetti di cemento, anche per una questione di sicurezza (chiavi e serrature non c’erano più da tempo). Si racconta nell’ultimo periodo di lastroni caduti, di cedimenti ai soffitti e ai solai, di problemi a non finire con i servizi igienici. Un paio di mesi fa il collettivo che organizzava eventi ed autogestiva lo spazio ha lasciato gli stanzoni della vecchia Questura. Negli anni al primo presidente Leonardo Boscani era subentrato Antonio Ledda: era stata infatti costituita un’associazione culturale, che oggi attenderebbe – dalla stessa Provincia – una nuova sede per portare avanti il progetto.
L’edificio che ospitava la Questura, adesso in via Montello, nel quartiere del Monte Rosello, è nell’elenco degli immobili che l’Amministrazione provinciale ha da tempo deciso di vendere.







