Missa Manna in onore di San Giovanni Paolo II
Celebrato domenica scorsa a Santa Maria di Betlem a Sassari il grande pontefice sensibile all’importanza delle lingue locali. Recitato il Padre Nostro (Babbu Nosthru) in sassarese. Il video
Sassari. «[…] nella lingua, si racchiude un particolare tratto dell’identità di un popolo e di una nazione. E, in un certo senso, in essa batte il cuore di questa nazione, perché nella lingua, nella propria lingua, si esprime ciò di cui vive l’anima umana nella comunità di una famiglia, della nazione, della storia». Così diceva San Giovanni Paolo II nel 1981 a Tokyo, parole poi riprese, qualche anno dopo, in occasione della visita in Sardegna. Il 18 ottobre 1985 ad Oristano, il Karol Wojtyla, dopo aver ricordato la grandiosità del Giudicato d’Arborea, la sua regina Eleonora e la Carta de Logu, rammentò in sardo la dedica posta sull’antico codice giuridico: «Ad onori de Deus, Onnipotente, et de sa Gloriosa Virgini Santa Maria Mama Sua». E il giorno seguente a Nuoro esprimeva la necessità di veicolare il messaggio di Gesù Cristo in sardo: «Vorrei conoscere meglio la vostra lingua sarda per potermi sintonizzare anche verbalmente con le vostre voci, ed invocare da Dio con tutta la passione dell’animo il dono di quella civiltà dell’amore, di cui il mondo sente oggi l’urgente bisogno».
Domenica scorsa nella chiesa di Santa Maria di Betlem a Sassari l’XI Missa Manna ha ricordato il grande pontefice. Un omaggio a Giovanni Paolo II per gli insegnamenti di rispetto e di verità che vi ha lasciato in dono e, nel contempo, l’esercizio modesto, ma sobrio, della sua Parola, la quale curava particolare attenzione alle minoranze etniche e linguistiche. Officiata da padre Raimondo Turtas, la messa è stata proposta in sardo in vari tratti, come la lettura del Vangelo, l’omelia, e la proclamazione della sacre Scritture, il Salmo responsoriale e gli annunci solenni. Al termine è stato letto il Pater Noster in lingua sassarese. La celebrazione è stata scandita dai brani sacri sardi e sassaresi eseguiti dagli “Amici del canto sardo” con la direzione di Salvatore Bulla. Presente anche l’“Associazione culturale e folklorica Thathari” in abito etnico, mentre l’Assòtziuculturale “Pro no Ismentigare” ha curato l’aspetto linguistico delle letture.
Il testo del Padre Nostro in sassarese
Babbu Nosthru
Babbu nosthru k’isthai i li tzeri, santißcaddu sia l’innommu toiu, venghia a noi lu regnu toiu, fatta sia la vuruntai toia, cumenti i lu tzeru cussi i la terra.
Lu pani nosthru di dugna dì dai a noi oggi e pardhona a noi li piccaddi nosthri cumenti noi pardhunemmu a li nimighi nosthri, e no lassatzi caggi i la tintazioni ma libaregiazi da lu maru.
Amen in Gesus














