Il Banco di Sardegna si conferma perfettamente integrato nell’economia sarda

Il cda ha esaminato e approvato i risultati al 31 dicembre 2023. Utile lordo pari a 197,8 milioni, a raffronto con i 71,6 milioni del 2022

La direzione generale del Banco di Sardegna in viale Umberto a Sassari

Cagliari. Il consiglio di amministrazione del Banco di Sardegna ha esaminato e approvato i risultati al 31 dicembre 2023.

«L’esercizio 2023 – commenta il presidente Gianfranco Farre – ha confermato il percorso di crescita sostenibile avviato negli ultimi anni, rivolto allo sviluppo dei ricavi, al miglioramento della qualità degli attivi, all’ulteriore rafforzamento della solidità patrimoniale e al raggiungimento di eccellenti indicatori di efficienza, mediante un attento controllo dei costi di gestione». Sono di particolare soddisfazione l’utile netto di 140,5 milioni (+83%), il cost/income del 44,4%1, l’NPE ratio lordo dell’1,84% e netto dello 0,95% (fra i migliori a livello europeo), il CET1 ratio del 27,5% e il Texas ratio dell’11,5%. I finanziamenti alla clientela si confermano stabili a circa 7 miliardi, mentre la raccolta complessiva aumenta a 18,4 miliardi (+6,6%) a testimonianza sia del ruolo fondamentale del Banco a supporto dell’economia della Sardegna, sia della grande fiducia dei clienti, destinatari della massima attenzione nell’azione commerciale.

«Il Banco – sottolinea il presidente Farre – si presenta perciò solido, efficiente, produttivo e perfettamente integrato nel tessuto economico e sociale del territorio. È proseguito il processo di cambio generazionale degli organici, con ulteriori 104 assunzioni, che hanno ridotto l’età media del personale a 46 anni. È stato avviato un nuovo modello organizzativo orientato alla specializzazione e alla digitalizzazione, con l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio e soddisfare adeguatamente le esigenze di tutti i clienti. È stato intrapreso un piano di formazione e valorizzazione del personale, il cui impegno, dedizione ed entusiasmo sono stati essenziali per raggiungere gli importanti risultati del 2023».

 

Principali risultati dell’esercizio 2023

L’utile lordo si attesta a 197,8 milioni di euro, in forte crescita rispetto ai 71,6 milioni del 2022, mentre l’utile netto, dopo aver scontato imposte per 57,3 milioni, perviene a 140,5 milioni (76,8 milioni nel 2022).

I ricavi “core” (margine di interesse e commissioni nette) superano i 507 milioni (+31%), trainati dal margine di interesse, che cresce del 60% e sale a 304,5 milioni; in buona tenuta le commissioni nette che salgono a 202,7 milioni (+3,2%).

Positivo per 9,6 milioni l’apporto della negoziazione delle attività finanziarie e dei dividendi, per effetto principalmente degli utili da cessione di titoli di proprietà e crediti per 2,7 milioni e dei dividendi per 4,6 milioni.

Le rettifiche di valore nette per rischio di credito scendono a 37,8 milioni, in forte calo rispetto ai 91 milioni di un anno prima; il costo del credito si attesta a 57 b.p.

Gli oneri operativi pervengono a 278,4 milioni, in calo a/a di 4,3 milioni (-1,5%), con le spese per il personale a 171,7 milioni (+6,9%) – compresi gli oneri una tantum di 40,2 milioni correlati con l’accordo di fine anno per l’ottimizzazione degli organici – e con le altre spese amministrative che scendono a 94,1 milioni (-15% rispetto al 2022).

Nell’esercizio sono stati spesati contributi ai fondi di risoluzione delle crisi bancarie per 14,7 milioni.

Il cost/income contabile scende al 51,9% dal 56,4% del 2022. Lo stesso, al netto dell’onere straordinario di fine anno riferito alla manovra sul personale, avrebbe chiuso al minimo storico del 44,4%.

Il Texas Ratio migliora ulteriormente e si attesta ad un virtuoso 11,5% (27,3% a fine 2022).

La raccolta complessiva sale a 18,4 miliardi (+6,6% su dicembre 2022), con la raccolta diretta da clientela a quasi 12 miliardi (+1,9%) e l’indiretta a 6,4 miliardi (+16,6%).

I finanziamenti netti a clientela si confermano a circa 7 miliardi, in linea, su basi omogenee, sul dicembre 2022. Le nuove erogazioni a imprese e famiglie hanno superato gli 800 milioni e hanno compensato i 730 milioni di scadenze; confermato il forte sostegno alle famiglie per l’acquisto della prima casa, con nuove erogazioni per 494 milioni.

In ulteriore miglioramento la qualità del credito, con i crediti in bonis che non evidenziano particolari criticità e confermano un tasso di default dello 0,8%, mentre la consistenza del portafoglio dei crediti deteriorati, grazie a un’intensa attività di derisking, ha subito una nuova drastica riduzione scendendo da 328 milioni lordi del 2022 a un valore lordo di 128,8 milioni e netto di 65,4 milioni (copertura al 49,3%); l’NPE ratio lordo scende quindi dal 4,5% del 2022 all’1,84% lordo e allo 0,95% netto. In questo ambito, le sofferenze si sono quasi azzerate scendendo a 25,3 milioni lordi e netti a 7,5 milioni, con un grado di copertura al 70,48%.

La consistenza dei titoli in portafoglio, composta principalmente da titoli di Stato italiani, è di circa 2 miliardi, con una duration di 3 anni.

I finanziamenti interbancari netti registrano un saldo positivo di 5,1 miliardi, in aumento del 14,5% rispetto alla fine dell’esercizio 2022.

Il patrimonio netto si attesta a oltre 1 miliardo, in aumento di 93,6 milioni principalmente per il risultato d’esercizio. In relazione alla cosiddetta “imposta straordinaria sulle banche” ex art. 26, D.L. n. 104/2023, il Banco di Sardegna, seguendo l’orientamento del Gruppo BPER, ha optato per il rafforzamento patrimoniale della banca. Pertanto, in sede di approvazione del bilancio d’esercizio 2023, il CdA intende proporre all’Assemblea dei soci di destinare 20,8 milioni dell’utile netto a una riserva non distribuibile.

La patrimonializzazione si mantiene molto solida, con coefficienti patrimoniali ancora in crescita e largamente superiori ai requisiti normativi. Il Common Equity Tier 1 ratio, dedotto dal capitale l’utile netto dell’esercizio 2023, raggiunge il 27,48% (27,24% nel 2022), mentre le attività ponderate per il rischio sono pari a 3,3 miliardi (3,2 miliardi nel 2022).

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