Manca (M5s): «Per le visite negate è già previsto un rimborso»

L’opzione non è resa nota dal Servizio Sanitario Regionale. Presentata una proposta di legge per facilitare la procedura

Desirè Manca (M5s)

Cagliari. La consigliera regionale del M5s Desirè Manca ha presentato una proposta di legge che nasce dall’esigenza di voler garantire un servizio sanitario efficiente e accessibile a tutte le fasce di popolazione della Sardegna. In particolare, le norme prevedono già un rimborso in caso di visite negate dal Servizio Sanitario regionale. «Il diritto ad accedere alle cure pubbliche in tempi precisi, nonostante sia previsto dalla legge, nella realtà è ancora troppo poco conosciuto e fortemente ostacolato – spiega Manca –. Secondo il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa chi chiede una prestazione medico-specialistica o un accertamento diagnostico e si vede rispondere che i tempi di attesa superano rispettivamente i 30 e 60 giorni, può chiedere che quella medesima prestazione gli venga fornita in intramoenia, ossia in attività libero-professionale, senza dover pagare il medico come “privato”, ma essendo tenuti a corrispondere solo il ticket. Per far ciò è necessario presentare un’istanza al direttore generale dell’azienda sanitaria o dell’azienda ospedaliera. Nel caso in cui entro cinque giorni non si dovesse avere risposta da parte della Asl competente, sarà possibile presentare una seconda istanza con la richiesta di rimborso per le spese extra ticket sostenute privatamente. Lo scopo di questa proposta di legge è proprio quello di far conoscere a tutti i cittadini un’opzione prevista dalla legge ma non resa nota dal Servizio Sanitario Regionale».

«La procedura per ottenere il rimborso esiste – prosegue Desirè Manca –. Tuttavia, la mancanza di informazioni e di supporto in merito all’iter da seguire penalizza ancora una volta i più deboli. Per questo è necessario creare un canale di comunicazione diretto con i cittadini al fine di supportarli in tutti quei casi in cui prenotare una prestazione sanitaria e sentirsi assegnare tempi di attesa lunghissimi può essere frustrante. Laddove non è possibile garantire i tempi previsti dal Piano Nazionale, l’azienda sanitaria è tenuta ad indicare le strutture pubbliche o private convenzionate che possano offrire lo stesso servizio nei tempi previsti e al solo costo del ticket».

«Dopo l’approvazione della proposta di legge, la Giunta dovrà disporre le indicazioni sulle modalità di attivazione del canale di comunicazione diretto con i cittadini (web, sportello, farmacie, consultori) e definire le modalità attraverso cui il cittadino riceverà supporto finalizzato alla compilazione e presentazione dell’istanza di rimborso delle prestazioni effettuate in privato poiché erogate dal Sistema sanitario al di fuori dei tempi massimi di attesa», spiega ancora la consigliera regionale pentastellata, che conclude: «Il diritto alla salute deve essere garantito sotto tutti gli aspetti, compreso quello della trasparenza. La Regione deve attivarsi affinché tutti i cittadini conoscano tutte le possibilità per non rinunciare a curarsi».

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